Presentazione
Il quaderno ungherese
Ed. Il Saggiatore, 2009
ANNE-MARIE GARAT

http://www.anne-marie-garat.com/
PRESENTAZIONE DI LILIANA RAMPELLO
Io sono molto felice di presentare Anne Marie Garat una grande scrittrice francese che ha alle sue spalle più di 15 romanzi molti dei quali premiati [a me piace sempre ricordare soprattutto le Prix Femina per Aden ] e che arriva in Italia con questo suo primo libro Il quaderno ungherese che è stato definito sostanzialmente dalla critica un incrocio tra un feuilleton e una spy story .
Io sono in parte d'accordo con questa definizione, ma non del tutto e cercherò di spiegarvi perché. Il feuiletton è un tipo di romanzo che è stato pubblicato in Francia (soprattutto nell'Ottocento), usciva a puntate sui giornali e aveva come suo principale obiettivo quello di tenere avvinto il lettore episodio per episodio in modo tale che la settimana seguente o il mese seguente quello stesso numero di lettori comprasse il giornale per sapere il seguito della storia. Questo tipo di romanzo ha infatti al suo centro soprattutto la trama: una trama piena di colpi di scena, che viene definita da CLIFFHANGER vale a dire talmente avvincente da tenere in sospeso il proprio lettore. Naturalmente, nella Francia dell'Ottocento, scriveva a episodi anche Balzac, anche se tutti noi sappiamo che in realtà il più importante dei feuilletons è stato I misteri di Parigi di Eugène Sue. Ma, Dickens stesso, in Inghilterra, scriveva a episodi, vale a dire scriveva i suoi romanzi, da Casa desolata a Il nostro comune amico ,sempre a episodi, quindi rincorrendo lui stesso la sua trama e soprattutto facendo correre il lettore che così aveva voglia di voltare la pagina per cercare il seguito. Dunque, il cuore della trama è un CUORE temporale, perché tutti noi quando leggiamo ci chiediamo che cosa succederà dopo?- . E nel feuilleton classico i personaggi NON erano così importanti. Questo, infatti, è uno dei primi motivi per cui questo romanzo non può essere definito semplicemente un feuilleton , ma un vero e proprio grande romanzo! C'è una trama forte, piena di colpi di scena (infatti io non ve la racconterò perché dovete leggerla!), ma ci sono molti PERSONAGGI , e tutti disegnati con grande precisione e grande complessità (sia i protagonisti che i co-protagonisti, i co-primari; i personaggi secondari). Il tutto, nel testo della Garat, con una interessantissima inventiva combinatoria , per cui, ad esempio, la parte più strettamente a suspense , tipica del feuilleton , fa diventare questo romanzo anche un mistery , nel senso che si piega verso la soluzione di un enigma e la risoluzione di un mistero: al centro di questa trama, infatti, ci sarà un quaderno scritto in ungherese, quindi scritto in una in lingua sconosciuta ai personaggi che vivono in Francia e che sono per lo più francesi a parte, appunto, Gabrielle che è la protagonista. Gabrielle è orfana e nipote emigrata di una donna ungherese. Gli elementi che ho tracciato fanno semmai pensare a un romanzo popolare alto e dico alto perché la scrittura di questo romanzo è suntuosa, molto ricca, piena di riferimenti e citazioni che non imbarazzano mai il lettore. Tali rinvii letterari possono essere colti, e in questo caso, naturalmente, arricchiscono l'immaginazione ossia completano quello che noi non riusciamo a immaginare del testo. Ripeto: non vengono mai inseriti nel testo per pura esibizione o per fare capire che Garat ha una conoscenza della letteratura francese e europea sconfinata.
Dicevo dell' ATTENZIONE AI PERSONAGGI perché viene rilanciato un romanzo popolare; consapevole però che oggi il pubblico è cambiato e che lettori e lettrici sono più sofisticati, hanno attese diverse da quelle dell'Ottocento, non accetterebbero un romanzo con una soluzione iterata (che ci si può aspettare facilmente), quindi la complessità dell'insieme fa sì che non lo si possa semplicemente ridurre a quelli che sono gli schemi o gli stereotipi del romanzo a feuillton . E peraltro io penso che quel tipo di romanzo si è, semmai, letteralmente trasferito nella televisione: sono le telenovelas , le soap operas , i sequel . Cioè, è lì che incontriamo il romanzo pieno di stereotipi e che di fatto ci rassicura (perché finisce esattamente come noi pensiamo che debba finire una storia del genere), e non più nella scrittura. Ora, la scelta che ha fatto Mme Garat con questo romanzo è una scelta che incrocia, secondo me, un desiderio reale del lettore e un desiderio rinnovato e molto attuale di sentirsi raccontare una grande storia. Di recente rileggevo un'intervista che Anne Marie Garat ha rilasciato a Lire (una rivista francese) in un numero monografico dedicato a Marcel Proust in cui molti degli scrittori venivano interrogati sul perché stavano leggendo o stavano ri-leggendo la Récherche e la risposta di Marie Garat è un indizio molto prezioso: lei dice perché - stanca del NOUVEAU ROMAN , e quindi stanca di quel romanzo che si è sviluppato nella seconda metà 900 e che era un romanzo praticamente senza narratore, un romanzo che indagava se stesso, un meta romanzo aveva avuto voglia di scrivere una grande storia, ed è quello che ci ha consegnato. Naturalmente , in questa grande storia la protagonista, Gabrielle Demachy , è un'orfana e ho detto naturalmente perché è vero che ci sono alcuni topoi che ricorrono in questo romanzo: se io dico che la protagonista è un'orfana, che farà come mestiere la governante, che avrà affidata alle sue cure una bambina orfana credo che a moltissimi di noi venga in mente la Brönte quindi Jane Eyre , quindi c'è nella scrittura di Garat il ri-attraversamento di alcuni elementi archetipici e quasi da favola . Ma cos'è che cambia?! Cambia sostanzialmente il fatto che la sua protagonista non è come una giovane donna ottocentesca in attesa dell'amore per perdersi ; Gabrielle incontrerà l'amore in questo grande romanzo, MA ciò che le interessa, quello a cui lei è interessata è la ricerca di se stessa , una vera e propria quête (la chiama così la Garat stessa): la ricerca di se stessa e la scoperta di una verità. Una verità che la schioderà dal suo primo amore che era ancora un amore adolescenziale per il cugino con cui si era fidanzata e che era sparito in Birmania. Quindi, già l'ambientazione è immediatamente duplice : c'è l'Europa, anzi il cuore dell'Europa con la Francia, e poi c'è il Paese lontano, il Paese straniero, il Paese sconosciuto. Al centro, tra due mondi, c'è questo quaderno che è scritto in lingua straniera ed è indecifrabile . E qui arriva, a mio avviso, il primo grande elemento di attualità : vale a dire la prima scena si apre su questa vecchia signora emigrata dall'Ungheria e la nipote, è proprio una zoomata [perché Garat ha insegnato a lungo cinema e fotografia e questa cosa la si sente molto nel testo, la sua scrittura è una scrittura visiva ], siamo al Jardin du Luxembourg , e lo zoom su queste due povere donne si focalizza sulla zia di Gabrielle, Agota , che è terrorizzata perché le è stato chiesto di passare dal Ministero ed è una sans papiers , in altre parole è una emigrata senza permesso di soggiorno. Percui, il primo disegno della figura è un croquis che richiama immediatamente quello che succede intorno a noi ancora oggi, ma c'è una ROTAZIONE tale del personaggio che permetterà che proprio colei che è l'altra arrivata all'interno della nostra civiltà sarà l'unica che potrà decifrare questo famoso quaderno e quindi che permetterà a chi sta in Europa di capire cosa succede. Quindi il personaggio che dovrebbe essere emarginato, povero, il più isolato arriva al centro della scena con la possibilità di insegnare qualcosa a noi europei. Dal punto di vista, poi, dello sviluppo del personaggio, Gabrielle è la protagonista di un ROMANZO DI FORMAZIONE FEMMINILE vero e proprio e secondo gli schemi dei nostri giorni, ossia secondo i riferimenti che appartengono all'attualità. E questo disegno del personaggio è fatto proprio con una CUCITURA CONTINUA. Un centone tra la grande storia che avviene attorno a lei e la propria piccola storia, la propria storia esistenziale che diventa appunto storia di una autoeducazione e soprattutto di una interiorità che man mano che lei cresce (in fondo lei cresce in un solo, unico anno) le permetterà di incontrarsi da adulta . Sono molti gli altri i personaggi femminili che fanno da corona a Gabrielle: la vecchia zia Agota, la balia-governante Renée; Mathilde Bertin che invece è un altro tipo di figura femminile estremamente interessante: è una capitana di industria, quindi una donna che noi oggi diremmo in carriera, emancipata è una donna che deve tenere in piedi e insieme l'industria e la famiglia e alla famiglia riesce a dare poco; e quindi sente la presenza dei quattro figli quasi come un fallimento. È un personaggio, anche questo, straordinariamente complesso e molto interessante. A me è piaciuta molto la figura di Mathilde perché è una donna molto forte, apparentemente anche molto catt