La rivoluzione inattesa

 


M.me de Maintenon scrive a Madame de Brinon “Il re prende tutto il mio tempo; io dono il resto a Saint Cyr, a cui vorrei donarlo tutto”. (p.37)
M.me de Maintenon dona un tempo che a rigor di logica dovrebbe essere finito. Eppure sempre gliene rimane, perché quello è il tempo del suo desiderio (…) Per esso - anzi tramite esso -M.me de Maintenon inscrive la sua temporalità in un ordine simbolico differente (che è quello delle relazioni tra donne che hanno casa a Saint Cyr): qui il tempo non è una merce, un bene che, prima o poi, scarseggia ma una risorsa simile al desiderio, sempre rinnovabile come la nostra capacità di significazione del reale. (p.57)
Iaia Vantaggiato