Joyce Carol Oates La madre che mi manca Mondadori 2007
“ E fu così che finì il mio primo anno senza mia madre” : così si conclude questo bel romanzo della Oates. Tutto quello che precede questa frase conclusiva è il racconto di una figlia che dopo aver scoperto la madre uccisa a coltellate nel garage di casa, cerca di sopravvivere al trauma e alla mancanza. Decide di concedersi una parentesi di lutto tutta sua, ricostruendosi una nuova vita nella casa dei genitori, mettendosi nei panni della madre che non c'è più e provando a ripetere le sue giornate, tra i suoi oggetti e le persone che le erano care. E' terapeutica questa sua invenzione, nè patologica nè disperata. Intanto la giovane protagonista continua ad essere se stessa, ad amare, a smettere di amare, a provare attrazioni, a litigare e a riconciliarsi con la sorella. Così scopre/riscopre la personalità di sua madre e anche la sua, così impara e cresce, zigzagando tra le strettoie del dolore senza perdersi, tenendo viva dentro di sè la madre e continuando ad amarla. Molto bello questo romanzo, in cui si affonda come in un materasso di dolce panna montata. Oates lo dedica alla madre scomparsa, che sicuramente le continua a mancare.
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