Prese nella rete

Anche questa giornata comincerà col rumore del mio vecchio 386 sx che si collega per prelevare la posta elettronica.

Durante la notte qualcuna quasi certamente mi avrà scritto da luoghi in cui fa giorno otto o nove ore prima che da noi, mentre altre, relativamente più vicine, avranno fatto tardi per spedire un messaggio prima di andare a letto. Dormono ancora quelle che vivono dall'altra parte dell'Atlantico, e probabilmente il mio buongiorno sarà il primo che riceveranno appena alzate.

E' Internet, la ragnatela planetaria che collega in tempo reale Melbourne a Philadelfia, pochi secondi perché ciò che digitiamo sulla tastiera a Milano raggiunga Roma, Canton, Adelaide, Amburgo, Palermo, New York...

Se ne parla continuamente a proposito e a sproposito, sulla stampa nazionale c'è sempre spazio per qualche delitto commesso o sventato grazie a lei, la Rete delle Reti, o per mettere in guardia le famiglie italiane dalle sue mille insidie, e poco importa se leggendo gli articoli si scopre magari che Internet in quel particolare caso non c'entra affatto.

Informazioni molto più accurate sono contenute invece nelle numerose riviste specializzate che troviamo in edicola, ma qui il linguaggio e' forse un po' troppo tecnico per chi vorrebbe semplicemente farsi un'idea di cosa significa, al di la' delle battute, navigare in Internet.

In questo spazio intendiamo raccontare cos'è la Rete per noi che l'abitiamo, la utilizziamo tutti i giorni, e in essa ci muoviamo come se fosse casa nostra. Stabilendo relazioni, collaborazioni di ogni tipo, e facendo sul web (quasi) tutto quello che si può fare nella cosiddetta vita reale. A volte, come vedremo, anche molto di più, perché ad esempio questa tecnologia allarga i nostri orizzonti fino quasi a cancellare le distanze che ci sono tra noi, o a darcene almeno l'illusione.

Di volta in volta, queste pagine ospiteranno articoli di donne che vivono anche molto lontane tra loro, e che hanno imparato a conoscersi grazie ad una frequentazione spesso quotidiana, virtuale solo perché in parte sganciata dalla materialità dei loro corpi.

Molte di noi si sono infatti conosciute in rete, e si sono incontrate davvero solo in un secondo momento, dopo aver scambiato per mesi opinioni, idee, confidenze, e decine di informazioni che a un certo punto si sono inscritte nel corpo dell'altra, spiegandolo, svelandolo, rendendolo in qualche modo familiare nel momento stesso dell'incontro.

Cristina coordinerà il lavoro di questa redazione virtuale, che vi racconterà quello che succede tra di noi nel cyberspazio, mescolando informazioni e racconti, per invogliare quelle che ne hanno la possibilità a collegarsi, e permettere a quelle che non hanno accesso a questa tecnologia di farsene un'idea più precisa.

Eva Isaksson, una delle lesbiche da più tempo attive su Internet, ha calcolato in una recente ricerca, che in rete ci siano circa diecimila lesbiche, poco più di un isolotto sperduto in un mare di decine di milioni di utenti, prevalentemente maschi.

Trovare questo isolotto, o meglio questo arcipelago, e' piuttosto semplice, grazie ai cosiddetti motori di ricerca, programmi dai nomi ridondanti o vagamente onomatopeici, come Altavista e Yahoo, e straordinariamente efficaci nella ricerca delle risorse disponibili, altrimenti disperse in una enorme quantità di altre informazioni.

Inserendo in uno di questi programmi una parola chiave, "lesbian", ad esempio, oppure "lesbica", nel giro di pochi secondi vedrete comparire sul vostro monitor gli indirizzi di decine e decine di siti lesbici, che vi permetteranno di cominciare la navigazione.

E della navigazione vera e propria la ricerca di informazioni sul web mantiene molti aspetti, in un viaggio che non si conclude mai e nel quale ognuna può scegliere l'itinerario che preferisce.

Malgrado una tecnologia sempre più sofisticata, a volte le condizioni di traffico sulla rete sono tali da costringere a lunghe attese, mentre i bit in arrivo cercano di disimpegnarsi tra milioni di altri che in quello stesso momento intasano le linee.

E' il momento di spegnere i motori del pc, e di attendere che le acque si calmino un po', probabilmente tra qualche ora caricare i testi e le immagini che ora stentano ad arrivare richiederà solo pochi secondi.

Sfogliando i siti raggiunti un po' a casaccio, potrete restare a lungo incollate ad osservare pagine web sui temi più diversi, dalla poligamia nelle relazioni lesbiche alla situazione delle lesbiche nella ex Yugoslavia, dalla prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse alle home page personali delle tantissime lesbiche che ci sono in rete.

Quasi sempre troverete in calce un indirizzo di posta elettronica a cui poter inviare commenti e suggerimenti: scambiare opinioni e stabilire relazioni e' di solito la ragione per cui si crea un sito.

A questo punto, potreste imbattervi in uno dei tanti elenchi di mailing list lesbiche.

Le mailing list sono costituite da gruppi di utenti che desiderano corrispondere tra loro su un determinato tema, e che creano delle piazze virtuali, che però sono accessibili solo a chi, gratuitamente, vi si iscrive, seguendo una semplice procedura che può includere una verifica dei dati anagrafici forniti.

Di mailing list lesbiche, Eva Isaksson nella sua ricerca ne ha contate una sessantina, cinquanta su server americani, nove europei, uno australiano, e in cinquantacinque di loro la lingua utilizzata e' l'inglese.

Ma una conoscenza elementare di questa lingua e' più che sufficiente per cominciare ad orientarsi, e c'è il vantaggio che naturalmente nessuna potrà fare osservazioni sulla vostra pronuncia.

Anche gli errori di ortografia non sono un gran problema, il broken english digitato in fretta sulla tastiera non scandalizza proprio nessuna e, con un po' di coraggio, in un attimo ci si trova in mezzo a questa enorme comunità virtuale.

All'inizio e' davvero straordinario, bastano poche ore e la vostra casella di posta elettronica si riempie di messaggi scritti da donne che si trovano in ogni parte del mondo.

Più avanti, il problema diventerà trovare il tempo per leggere, scrivere, intervenire nelle discussioni che si sviluppano in rete, avviare e seguire le corrispondenze personali, ed imparare a selezionare i luoghi per ciascuna più interessanti.

Ma facciamo un passo alla volta: il nostro viaggio è appena incominciato...

Katia Acquafredda
acquafre@orlando.women.it

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