Care amiche, non vi sembra che manchi qalcosa?

Le lesbiche danzano molto e hanno sempre più film da vedere, romanzi d'amore e occasioni di sesso, vacanze e bar. Sempre più numerose consumano il giusto piacere di trovarsi insieme.
Ma non vi pare che manchi qualcosa?
Non vorrete crollare di birra e divertimento senza aver proferito parola?
Non vorrete lasciare che a parlare per tutte siano le protagoniste dei fumetti lesbici e le cantanti dichiarate?
Del resto non ci manca nulla per parlare, per dire quello che piace e dispiace.
Questo è un invito a Roma, non per un festival di musica, non per una vacanza, non per una sfilata in costume, anche se ci saranno momenti di spettacolo nelle pause dei lavori. Questo è un appuntamento al convegno "Il mondo da fare", di cui questa rivista dà ampia informazione.
A parte gli scherzi, il convegno sarà dedicato al mondo che vogliamo ed è senz'altro una tappa della riorganizzazione del movimento delle lesbiche in Italia. Purtroppo sono poche le donne che, di questi tempi, riescono a promuovere una convocazione nazionale per discutere seriamente su ciò che accade nella società. La nostra iniziativa è una conferma del fatto che le lesbiche sono un nuovo soggetto collettivo, intraprendente e capace di contraddire la tendenza alla demoralizzazione. Questo sia detto con il giusto orgoglio e con la consapevolezza di potere sollecitare altre donne alla politica.
Un convegno nazionale dopo una Settimana Lesbica indica che siamo abbastanza sveglie per capire che è ora di unire le forze e dare un'occhiata fuori perché, nel gran disordine, è il caso di sceglierci amici e nemici, amiche e nemiche. Del resto, come si può pretendere di essere prese in considerazione dal mondo se non si sa prendere posizione?
Non bisogna pensare che si tratti di questioni teoriche, da esperte addette ai lavori perché questa è invece una occasione per confrontare i desideri e le necessità di ognuna. Forse qualcuna pensa che il silenzio sia già una forma di lotta ma per me il silenzio è solo silenzio e chi tace acconsente. Dopo anni di attività ludiche e culturali svolte con successo ma in una dimensione solo locale, siamo cresciute abbastanza per fare il punto e per chiederci quale ruolo vogliamo svolgere nella vita politica del nostro paese. Nessun movimento può andare avanti se non fa il bilancio del suo percorso: quanto abbiamo ottenuto con il nostro attivismo? cosa non va nella nostra politica? Al convegno parleremo di cosa significhi per ciascuna di noi essere cittadina titolare di diritti e avremo modo di esprimerci sulle cose che rimangono da fare per essere delle donne libere, su cosa sia da cambiare e cosa sia da difendere nel mondo in cui viviamo.
Abbiamo invitato alcune donne che fanno politica nel parlamento italiano ed europeo per cominciare un discorso con chi si è dimostrata sensibile al tema della discriminazione basata sull'orientamento sessuale. Ma nell'immaginario comune è ancora troppo forte l'identificazione di omosessuale con gay, anche a causa della nostra assenza dal dibattito pubblico e della nostra insufficiente visibilità. Fare esistere le lesbiche nel senso comune è un obiettivo realistico e questo sta a noi è ciò che aspetta ancora di essere introdotto nella cultura e nel diritto delle nostre società.
Una saggia, di nome Piera Zanotti, mi dice che il nostro movimento è ancora giovane, recente, e che deve giocare più tardi maturerà, secondo processi storici e non individuali. Questi ultimi purtroppo procedono ineluttabilmente tanto è vero che in molte stiamo invecchiando facendo politica lesbica.
So che le lettrici di Towanda! sono già in movimento, non per nulla leggono Towanda! ma non sarà che un ruolo possibile del movimento delle lesbiche sia di orientare e affrettare i processi?

M.Cristina Gramolini

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