Girl ‘toons
Paige Braddock si è laureata in Belle Arti nell’Università del Tennessee, perfezionando l’arte che aveva iniziato per capriccio nel profondo Sud, in cui ha trascorso la sua infanzia, "dove non c’era molto altro da fare se non scarabocchiare". Dopo aver lavorato nello staff di disegnatori al Chicago Tribune, si è trasferita ad Atlanta, dove attualmente lavora come responsabile grafica per l’Atlanta Journal. "Sono stata distolta dalla mia grande passione per il fumetto dalla urgente necessità di trovarmi un lavoro che mi consentisse di pagare le bollette. Adesso che ho raggiunto un certo livello nel giornalismo, sono pronta a concentrarmi di nuovo sull’arte del fumetto. È il media migliore. Le parole e le immagini assieme possono aiutare le persone a vedere il mondo da punti di vista differenti.... o magari solo a divertirsi." See Jane, la striscia di Paige Braddock, si è sviluppata partendo dall’idea che Jane — dal titolo del libro di lettura "See Dick, See Jane, See Spot" - avrebbe potuto diventare un personaggio universale per tutte le donne. La striscia è apparsa su diverse riviste e ha trovato posto anche sul libro di Roz Warren "Dyke Strippers", antologia di fumettiste lesbiche.
Ecco cosa ci dice di lei e del suo lavoro.
Quando hai iniziato a disegnare strisce di fumetti?
Credici o no, avevo 7 anni.
Come è cambiato il tuo modo di disegnare fumetti quando è diventato il tuo lavoro, e non una semplice passione?
Stavo conversando con una giovane cartoonist emergente, l’altro giorno, e ci siamo rese conto che entrambe avevamo iniziato disegnando strisce con personaggi maschili come protagonisti principali.
Ci siamo rese conto che da piccoli si disegna quello che si vede, quello a cui si è esposti.
Cioè tutti i fumetti che leggevamo sui giornali erano disegnati da uomini e parlavano di uomini.
Così, l’unica cosa che è cambiata in me crescendo è che disegnare fumetti significa avere una voce unica che deve riflettere te stessa e quello che sei, non imitare la cultura di massa.
Qualche volta questo significa, soprattutto all’inizio, non essere pubblicate sui giornali più importanti, ma il lavoro è più onesto e anche più divertente.
Poi ho capito che non sarei riuscita a mantenermi con la mia striscia (See Jane n.d.t.), ma che ce l’avrei fatta disegnando vignette per i giornali .... ecco questo è stato il mio modo di far carriera.
Solamente negli ultimi 5 anni i miei cartoon hanno iniziato ad avere una buona pubblicazione.
Cosa pensi della comunità lesbica americana?
Penso che la comunità si differenzi a seconda delle zone del Paese in cui ti trovi.
Probabilmente le comunità di lesbiche più importanti si trovano ad Atlanta e San Francisco.... ma ognuna è molto diversa.
La parte meridionale degli USA è più conservatrice e religiosa quindi la comunità tende a riflettere queste caratteristiche. A San Francisco o a New York la comunità è più "out" più visibile e radicale.
e delle lesbiche lesbiche radicali in particolare?
Ho amiche che sono più radicali e altre che non lo sono affatto. Credo che sia un bene che la comunità abbia al suo interno entrambi gli schieramenti in modo da essere bilanciata.
Personalmente penso di trovarmi nel mezzo di questi due schieramenti e, per i miei fumetti, prendo materiale da entrambi i lati.
"See Jane" parla di politica gay-lesbica con molta ironia. Come viene recepita dalla comunità lesbica americana?
Dal momento che cerco di rappresentare più punti di vista, più opinioni, mi pare sia ben accolto.
Mi arrivano e-mail da persone che apprezzano maggiormente i fumetti più politici, e altre da persone assolutamente non interessate a questo aspetto.
"Dyke Strippers" di Roz Warren è un’antologia delle più importanti cartoonist lesbiche. Cosa pensi di avere in comune con cartoonist così diverse fra loro, come Diane Di Massa o Alison Bechdel, oltre l’essere lesbica?
Non ho mai incontrato Diane Di Massa, ma ho un’amica che l’ha fatto e che crede che mi piacerebbe sebbene i nostri lavori siano molto diversi. Comunque io rispetto il suo lavoro.
Io e Alison Bechdel siamo probabilmente più simili: lasciamo che il nostro umorismo esca attraverso le parole dei personaggi dei nostri cartoon... lo humor è più sottile e giocato anche attraverso i caratteri dei personaggi.
Alison ha creato dei personaggi che possono sembrare "reali", persone comuni. Ammiro il suo lavoro artistico (ci siamo scritte, ma non l’ho mai incontrata)
Hai un sito sul web. Internet ha cambiato il tuo modo di lavorare? Come?
Non ha realmente cambiato il mio modo di lavorare, ma mi ha decisamente aiutata a capire cosa vogliono i miei lettori. Se navigando sul WEB vedi qualcosa è più facile che tu decida di scrivere per dire se ti piace o non ti piace.
Mi ha anche permesso di farmi un’immagine delle donne di parti del mondo con cui altrimenti non avrei mai occasione di parlare (come te!).
Cosa pensi dell’autoproduzione e del mercato underground?
Credo sia una cosa molto positiva. Il problema che mi sono trovata ad affrontare quando ho cercato di vendere il mio fumetto alle case editrici più importanti è che cercano sempre di annacquarlo, di ammorbidirlo. Se invece ti autoproduci allora l’editore sei tu e il tuo lavoro esce con una voce più forte, più dura.
Pensi l’autoproduzione possa finalmente aprire il mercato del fumetto lesbico in altri Paesi, ad esempio in Italia?
Assolutamente sì.
Fino ad ora mi ha messa in contatto con donne in Danimarca, Svezia, Hong Kong, Nuova Zelanda, Australia, e anche con un editore uomo del Cairo, in Egitto.
Il tuo essere apertamente lesbica ti ha creato problemi con gli editori o i cartoonist "etero"?
Fino ad ora nessuno, ma Atlanta è una città molto aperta e liberale, non come il resto del sud-est americano.
L’editore del giornale per cui lavoro è una lesbica.
Cosa pensi delle persone famose che escono allo scoperto? Sei favorevole all’outing?
Penso sia importante per le persone essere visibili, ma ritengo che sbagliato il giudizio e l’interferire sul processo di coming out delle varie persone.
Ognuna di noi deve fare i conti con diversi problemi, famigliari, religiosi, personali...quindi pretendere che tutte siano contemporaneamente allo stesso livello di visibilità non è realistico.
Se vuoi aggiungere qualcosaltro sul tuo lavoro, fai pure!!
Vorrei incoraggiare altre donne a fare lavori creativi. È molto importante impegnarsi in modo da far sì che le nostre voci siano ascoltate....utilizzando modalità creative e divertenti.
I fumetti di Paige Braddock sono su Internet, ecco alcuni indirizzi dove li potete trovare:
http://www.reuben.org/members/janesworld/main.htm
è la pagina ufficiale di "See Jane", trovate le ultime strisce prodotte, potete acquistare il libro e i gadget di See Jane, scoprire qualcosa di più sull’autrice e i siti di fumetti da lei preferiti.
http://www.qworld.org/DykesWorld/Cartooncorner2.html
gestito da Indina Beuche, è uno dei siti lesbici europei più belli, la parte dedicata ai fumetti è gestita da Katrin Kremmler (di cui magari parleremo tra un po’ di numeri) vi trovate la sua striscia Dykes on Dykes, ma anche alcuni lavori di Paige Braddock.
http://www.qworld.com/Visi/cartoons_home.html
è un sito che, all’interno di un magazin on line, propone le ultime produzioni della Braddock e della Bechdel (purtroppo non viene spesso aggiornato)
http://www.eyeonwomen.com/braddock.htm
sito su varie donne, presenta una biografia ampia di Paige
ma se chiedete a un motore di ricerca di trovare Paige Braddock, troverete altre cose altrettanto interessanti.
Paola Corti