"verranno a te sull'aere..."
ovvero: gestire un web per fare comunità

Il progetto di "LES - Pagine Lesbiche" ( http://www.women.it/les) è quello di costruire uno spazio che le lesbiche possono riempire di "contenuti", una struttura in cui entità autonome (gruppi, singole) si coordinano per la diffusione e la crescita della cultura lesbica, rendendola facilmente accessibile a tutte. Dunque perseguire una politica di costituzione delle lesbiche come soggetti sociali, il cui presupposto è però considerare le lesbiche soggetti ampiamente differenti (e differenziati) nella propria relazione col sapere.
Nel 1996 mi sono trovata in quella che ho ritenuto essere una situazione ideale per cominciare la costruzione di un web lesbico: l'appartenenza al movimento lesbico da quasi 20 anni poteva rappresentare in qualche modo una credenziale rispetto alle altre lesbiche; anni di relazioni personali e politiche con l'associazione "Orlando" mi hanno permesso di chiedere e di ottenere uno spazio sul loro server; il fatto di possedere la competenza tecnica (dato che anche professionalmente mi occupo di pagine HTML) ha rassicurato Orlando che non avrei combinato dei "pasticci" sulla loro macchina. Così il 28 giugno 1996 (anniversario di quello che viene considerato l'inizio del movimento omosessuale moderno, la cosiddetta rivolta al bar "Stonewall" di New York nel 1969) ho aperto "LES - Pagine Lesbiche".
L'idea (la presunzione, forse) era di poter avere una posizione di "facilitatrice" di determinati processi, col timore che una discussione collettiva su una cosa così nuova per la comunità lesbica italiana si sarebbe potuta arenare davanti ad ostacoli quali: serve? ma chi lo può vedere? e se lo vedono gli etero?, e la convinzione che la proposta di qualcosa già esistente, con una persona che poteva farsi carico degli aspetti pratici della questione poteva permettere un più rapido avvio ed evitare la "colonizzazione" totale da parte del mondo eterosessuale anche di questi spazi. La quasi contemporanea nascita della mailing list lesbica "lli" è stata fondamentale nello sviluppo del progetto: la sinergia positiva che si è instaurata tra web e lista ha permesso alle due diverse modalità di rafforzarsi reciprocamente.
Sul web la modalità principale è la comunicazione scritta o grafica, e piuttosto che alla costruzione di relazioni interpersonali come le chat o la posta elettronica, la struttura ipertestuale invita alla lettura attiva. Così infatti è stato: è nato lo spazio "cinema", curato da Roberta Calì, che mette in linea anche i numeri di "Towanda!", sono state messe in linea le poesie inedite inviate dalle lettrici/scrittrici, vengono inviate informazioni su notizie e appuntamenti, ecc. Si sono formati gruppi di lavoro intorno a progetti particolari: lo spazio "libri", la traduzione di "Ladies Almanack", la redazione di una rivista lesbica elettronica, ecc., mentre l'interattività verrà favorita dall'installazione di un programma di gestione automatica dei messaggi. L'esperienza di questo anno è perciò sicuramente positiva, con una media giornaliera in agosto di circa 30 accessi, in decisa crescita rispetto a quelli registrati in febbraio (20 hits).
Progettare e aggiornare le pagine è un vero e proprio lavoro (svolto in questo caso nei ritagli di tempo, volontariamente e con mezzi poco più che artigianali) che non prescinde però da scelte etiche, ad esempio garantire a tutte (anche a chi non è in rete o non ha un computer ed invece di un file manda un foglio scritto) lo spazio. Ma anche rispondere prontamente a chi scrive; mettere in linea rapidamente le informazioni; evidenziare chiaramente quando si tratti di opinioni personali; correggere rapidamente e completamente eventuali errori; decidere quale "tribù virtuale" del villaggio globale contribuire a creare con i link o i riferimenti ad altri siti (tanti? pochi? solo quelli di amiche? di donne? di gay? porno?) o con la scelta della lingua (solo italiano? anche inglese?); privilegiare quello che si considera il bene comune (diritti della lettrice) oppure la proprietà di un'opera (diritti dell'autrice); prevenire eventuali conflitti dando a tutte le voci la stessa visibilità; aggiornare frequentemente il sito; evitare strumentalizzazioni o commercializzazioni; non penalizzare chi ha una connessione lenta con un carico eccessivo di bytes da scaricare, ecc. Tra i problemi etici rientrano anche quelli di visibilità e privacy. La visibilità potenzialmente "universale" del web per chiunque abbia una connessione ad Internet, può in certi casi, costituire un limite, ad esempio se si vuole preservare la privacy delle utenti. La webmistress, cioè la curatrice di un web, ed in questo caso di un web lesbico, deve garantire l'anonimato, perciò nella compilazione delle pagine deve esserci una attenzione particolare alle citazioni di nomi di persone, eventi ed indirizzi, che devono essere già di dominio pubblico (es. pubblicati a stampa) od espressamente autorizzati ad essere resi visibili. Ma la tutela delle legittime aspettative di sicurezza deve essere fatta ancora prima di aprire un web, per evitare che chi lo consulta renda involontariamente disponibili informazioni personali che potrebbero essere usate per secondi fini. Una motivazione non secondaria nella scelta di mettere la "Pagine Lesbiche" sul server (cioè la macchina che potrebbe registrare gli accessi e la loro provenienza) dell'associazione di donne "Orlando" e che fisicamente si trova a Bologna, è stata infatti la garanzia di riservatezza dei dati che un server commerciale non avrebbe potuto dare.

Nerina Milletti

milletti@orlando.women.it

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