
19 giugno 1997, Sala del Carroccio, ore 12, Campidoglio, Roma. E' in questa prestigiosa sede che il Comitato Promotore per la Seconda Settimana Lesbica, rappresentato poliedricamente da P.P., A.C, E.M., N.G., L.C. e G.O., tiene la conferenza stampa per l'apertura del convegno Il mondo da fare, presenti cinque giornaliste, il Consigliere per le questioni omosessuali Vanni Piccolo, lesbiche e curiosi attirati dalla locandina del convegno esposta nell'atrio. Una conferenza per niente rituale, movimentata dall'emozione del coming out di alcune di noi e dalle domande delle giornaliste su visibilità, rapporti con il movimento omosessuale e con quello femminista, diritti civili, identità del Comitato e dalla lettera di "buon lavoro" della ministra Finocchiaro.
Quasi duecento le lesbiche convenute da diverse regioni d'Italia, di età e percorsi politici differenti, per discutere di identità, diritto di cittadinanza, movimento lesbico, interessate ad un confronto, impensabile fino a poco tempo fa, che finalmente ha luogo e che premia la capacità e la duttilità del Comitato Promotore di tenere insieme istanze diverse, ma unite dal desiderio di collaborare.
La mostra di acquerelli di M.L., le fotografie del concorso Occhi sulle femmine, il bar-ristoro, il bellissimo giardino del Centro Femminista Separatista accolgono le partecipanti, che offrono un colpo d'occhio emozionante, impegnate nel dibattito, radunate per la cena, o per la proiezione di Lesboblob (esilarante video sulla Seconda Settimana lesbica) e la presentazione degli Atti della Seconda Settimana Lesbica o per la festa di sabato, o per riunioni estemporanee o per intrecciare relazioni.
Tanti, e interessanti nei contenuti e nelle modalità, i contributi scritti presentati al convegno dai gruppi - ArciLesbica Nazionale, ArciLesbica Bologna, ArciLesbica Napoli, CLI, CLR, Laboratorio di Critica Lesbica - e tanti quelli personali - L.A., K.A. e C.G., D.G. e C.P., L.G,, E.M, (ArciLesbica, Milano); MG. P., A.S., S.S. (CLR, Roma) e V.S. (ArciLesbica, Firenze).
Invitate a discutere delle proposte di legge depositate in Parlamento su TRA (tecniche di riproduzione assistita), unioni civili e discriminazioni contro le lesbiche, Ersilia Salvato e Gloria Buffo, che ne sono firmatarie, hanno fatto il punto sull'iter parlamentare, convenendo che le proposte sono inadeguate e dichiarandosi disponibili a proseguire il confronto con una realtà, per certi versi a loro sconosciuta, che non intende essere rappresentata dal movimento omosessuale, nè vuole subire leggi penalizzanti.
Il panorama delle posizioni sugli argomenti discussi al convegno si presenta piuttosto articolato, difficile da sintetizzare, anche se nei momenti più aspri del dibattito una certa polarizzazione su pro o contro le unioni civili è sembrato un punto di non ritorno, o meglio di ritorno alla frammentazione in gruppi e singole che nell'ultimo anno aveva trovato nel Comitato Promotore un organismo di dialogo e una struttura di collegamento per progetti collettivi.
I punti di vista sulle unioni civili sottendono, anche se in modo semplificato, strategie e tattiche molto complesse rispetto al "mondo da fare" e al ruolo politico del movimento delle lesbiche: integrazione e/o opposizione, battaglie giuridiche e/o culturali, rappresentanza e/o autorevolezza, comunità e/o movimento, (ecc.) in antinomia, quasi quanto diritti della singola e/o della coppia, e non collocabili in ben definite aree di appartenenza tipo separatiste e/o non-separatiste.
Al convegno alcune hanno proposto con forza un tentativo di egemonia, rispetto al quale era possibile solo schierarsi o dichiararsi contro, mancando l'occasione di un confronto che, movimentato da polemiche e provocazioni, era squisitamente politico, autoconfinandosi in un rigido arroccameto; altre hanno espresso posizioni contrapposte ma interlocutorie.
Il percorso che ha portato le lesbiche di ArciGayArciLesbica dal movimento omosessuale all'autonomia di ArciLesbica ha reso possibile l'incontro politico con i gruppi lesbici separatisti e ha fatto esistere quella che potremmo chiamare "comunità lesbica allargata" ricca di contaminazioni, di spostamenti e di schieramenti. Qui adesso siamo e qui è fondamentale discutere di ciò che ci accomuna o che ci contrappone per far sì che ciascuna componente possa ritrovarsi il più possibile coinvolta, sia nelle forme organizzative, sia negli obiettivi da condividere, nella costruzione di un "movimento lesbico".
Nel procedere è di fondamentale importanza ampliare, rendere accessibile frequentabile e forte, la comunità allargata, difendendone gli spazi di autonomia, gli organismi di elaborazione e di incontro, organizzando eventi che rendano visibili l'esistenza e la cultura delle lesbiche come soggetto politico collettivo, articolato al suo interno. Si possono fare gruppi teorici, riviste e anche Associazioni rappresentative che possono sembrare complessivamente "movimento", ma sappiamo con quale facilità sparisce, la stessa con la quale è emerso, questo movimento diciamo così "virtuale", se non è radicato nel cambiamento che la comunità produce su di noi - innanzitutto della consapevolezza di sè che modifica l'interiorizzazione dell'oppressione facendoci diventare soggetti politici - come "empowerment", cambiamento necessario per darci visibilità, per interloquire con realtà collettive di lesbiche e per sostenere sia obiettivi di lotta, sia alleanze con altri soggetti politici.
La mediazione fra diversi desideri può rendere il desiderio (di libertà e di potere, ad esempio) più povero; o più ricco, perchè condiviso e sostenuto dall'apporto di altre che fa "esistere" quel desiderio con modalità che non sempre ce lo fa appartenere "in toto", ma costituisce uno spostamento fecondo rispetto allo stato precedente.
Sono stati proposti Coordinamenti di lesbiche insegnanti per lavorare sull'educazione sessista e discriminatoria della scuola, coordinamento di lesbiche della sanità e un gruppo di lavoro "Tavolo dei diritti" per approfondire il diritto di cittadinanza.
Il "Tavolo dei diritti" si è già incontrato a Firenze l'11 luglio per discutere delle modifiche all'art.3 della Costituzione e si è aggiornato alla fine di settembre per discutere delle proposte di legge in materia di bioetica e per un'analisi di tutte le norme del diritto civile che discriminano le persone singole rispetto alle persone che costituiscono famiglia.
Giovanna Olivieri