leggevo tempo fa
le tue poesie
piccolo arcobaleno ribelle
scheggia di sorriso
e di follia
fra la stanchezza generale
che invade la gente
e mentre sfogliavo le pagine
ti vedevo
pagliaccetto azzurro
saltellare fra la rugiada
nei fiori giocare
coi fili d'erba
burlarti del sole
amare la notte
e poi morire
in un'autostrada di parole
14*06*97 menta
odore di foglie di menta
avrei voluto seguirlo ma qualcosa mi tenne incollata alla sedia era come se fosse stato avvolto da quello spazio che lo rendeva cosi' lontano da raggiungere dopo un po' torno' e si rimise a sedere in silenzio
fu in quel momento che lo vidi, ne rimasi catturata e iniziai a fantasticare.
e fu proprio in quel presiso istante che lei si alzo' e io la seguii anche noi fummo ingoiate da quella magia
non riuscivo a parlare tanta era la mia emozione e fu un bene perche' inizio' una dolce musica
che ando' incotro ai miei teneri pensieri la parole le sgorgavano cosi'dal profondo del cuore che non osai aprir bocca
ci dirigemmo verso quel cancello di legno e lo varcammo entrando cosė in un territorio libero senza confini
le luci della citta' si stendevano diafane e lontane... ci fu un momento di completa irrealta' qualcosa di speciale un momento di sottile comunione
mi venne in mente che proprio quella strana sensazione aveva catturato me e ronald una notte di tanti anni prima nelle colline toscane, scoprendoci a fare all'amore nell'erba accanto alle case e cosi' le dissi, cingendola affettuosamente, che sė era proprio un'atmosfera per due amanti.
ebbi la sensazione che lei si sentisse incredibilmente malinconica si giro' discatto e fece ritorno nello spazio chiuso del giardino. la seguii e sdrammatizzare mi improvvisai acrobata su di un'altalena
raggiungemmo gli altri e dopo un po' me ne andai. si era creata troppa distanza fra di noi: vedevo che soffriva, che desiderava che qualcosa cambiasse, ma non riusciva a fare niente e ne' io ne' nessun altro avrebbe mai potuto aiutarla: aveva rinunciato alla linfa vitale dell'amore
bagnate da una notte estiva
circondate dalle lucciole
nel giardino della mia infanzia
acolto
a testa in giu' come un'acrobata
l'eco delle tue parole
incontrare i miei pensieri
sottile momento di comunione
al di la' della siepe
eravamo seduti tutti in un patio di una casa in collina l'unica luce della sera alcune candele sul tavolo
dopo cena gli animi si erano calmati, si erano fatti assorbire dai profumi della notte e dall'atmosfera tranquilla che circondava la casa ad un tratto qualcuno si avventuro' nel buio del giardino
noi lo seguimmo con lo sguardo immobili e pigre