
Abbiamo pubblicato:
Le amanti, 1980
"il giorno la realtą comincia con l'intenzione di te a sč intatta mentre lavoro alla finestra e allo specchio la questione delle superfici dalla prospettiva...
ogni visione č in sč matematica dello spazio immaginario: porta su di sč l'evidenza, la forma vitale esito dell'ardore al quale noi cediamo per passione, per necessitą o per eccesso..."
Nicole Brossard
Poesia del dicibile lesbico
Le guerrigliere, 1969
" Dicono che hanno imparato a contare sulle proprie forze. Dicono che sanno cosa insieme significano. ..Dicono che č un mondo nuovo che comincia..
Tu dici che non ci sono parole per descrivere questo tempo, dici che non esiste. Ma ricordati. Fai uno sforzo per ricordarti. O, dove manca, inventa...
Dicono, io mi rifiuto ormai di parlare questo linguaggio, io mi rifiuto di borbottare dietro a loro le parole di mancanza mancanza di pene mancanza di soldi mancanza di segno mancanza di nome..."
Monique Wittig
Il racconto di molte storie dentro a una storia, di presa di coscienza, di guerra e di memoria.
2998 -1998 AGENDA LESBICA del '98.
Le lesbiche del 2998 decidono di festeggiare il millennio della rivoluzione lesbica facendo un'agenda dell'anno in cui questo evento ebbe luogo, il 1998: e ci vedono e ci raccontano da lģ! Potrebbe anche essere un libro di fantascienza, ma č sopratutto un'agenda e come tale č utilizzabile.
diurne notturne: poesie 1989-1999. Ana Cuenca, 1999
Le LI iniziano con diurne notturne una nuova collana dedicata alla scrittura lesbica di oggi e sopratutto alle inedite. Le LI vogliono partecipare in questo modo al lavoro di ricerca delle lesbiche che scrivono e vogliono mettersi in discussione con la pubblicazione.
diurne notturne č un libro sull'amore lesbico e la vita lesbica. Nel lungo tempo che questa raccolta attraversa, tanti modi vengono cercati: linguaggi con cui dire all'altra, presente e determinante. Linguaggi per dire all'altra il desiderio, la propria esistenza, il mondo che si guarda e si combatte, fuori dagli schemi dominanti che sono oppressione e non rappresentazione. Poesia lesbica che invade il territorio di una grammatica che ci rende mute; poesia plurale e singolare allo stesso tempo, che si apre un varco di parola semplice per sfuggire all'isolamento e allo svuotamento di senso in cui la relega la cultura eteropatriarcale.