
Quando si spremono il cervello per
cercare quello che considerano
I'aggettivo più terribile,
quando ti si avvicinano per strada
quando ti dicono
(e te lo diranno)
che sei una lesbica schifosa
e una puttana pervertita cui
vorrebbero (in vari modi)
spaccare la faccia
quando, senza alcuna ironia,
ti invitano a succhiarglielo
sarà importante ricordare
la notte in cui la pioggia entrò dalla finestra
e come leccavi le gocce dalla sua spalla
e come erano più dolci di un frutto maturo,
frutti bagnati rilucenti nell'erba
o come ti sei svegliata in preda al desiderio,
volendo troppo questa donna;
come lei poteva farti soffrire nel buio
che fosse lì oppure no.
Cerca di ricordare come le si spezzava la voce
quando la toccavi nel modo giusto
e come imparare a toccarla nel modo giusto
fosse tutto quanto importava.
Richiama alla memoria il tuo corpo nudo
contro i suoi jeans ruvidi, la sua
felpa strappata macchiata di rosso e verde,
come afferrava i tuoi polsi
mentre ti tendevi venendo.
Considerate le circostanze
sarà un'ispirazione ricordare
la sua andatura strafottente, messa a punto
lungo strade crudeli
ed altri corridoi di ridicolo,
tutti privi di senso per te ora che
non temi più la pioggia
che entra dalla finestra:
lecca le gocce sulla sua spalla.
("Considerate le circostanze", Brenda Brooks)