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Libertà e diritti delle donne nei contesti religiosi e giuridici.

 
Bologna 

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Libertà e diritti delle donne nei contesti religiosi e giuridici
Pratiche e testimonianze


Sabato 17 novembre | 9.30
Centro interculturale Zonarelli
Via G.A. Sacco, 14 - Bologna

coordina Luisa Granzotto, Centro interculturale Zonarelli

intervengono:
Elsa Antonioni, Casa delle Donne per non subire violenza
Lisa R. Nicoli, associazione Mondo Donna
Amina Al Zeer, Progetto Aisha
Rassmea Salah, Comunità islamica di Bologna
Paola Cavallari, Coordinamento Teologhe Italiane, SAE

Giovedì 22 novembre | 17.30
Aula Magna di Santa Cristina
Centro delle DOnne di Bologna
Via del Piombo 5

Analisi e interpretazioni
Coordina: Lucia Ferrante, Associazione Orlando

Intervengono:
Erminia Camassa, Università Trento
Kaoutar Badrane, Associazione Agami-Dialogo giuridico interculturale
Stefania Scarponi, Università di  Trento
Franca Eckert Coen, Federazione Italiana Ebraismo Progressivo
Sandra Capri, Associazione Armonie Bologna

Contatti
Centro delle Donne di Bologna/Biblioteca Italiana delle Donne | 051 4299411

L'incontro è dedicato al dialogo inter-religioso ed interculturale a partire da un'analisi critica delle implicazioni che le grandi religioni monoteiste, intrecciandosi con la società patriarcale, hanno storicamente prodotto e tuttora producono sul piano del restringimento delle libertà e dei diritti delle donne.

La situazione italiana è esemplare al riguardo: l'influenza della religione cattolica è stata causa del ritardo con il quale venne riconosciuto - soltanto negli anni 70 del 900 - il principio dell'uguaglianza tra i coniugi e l'abolizione della patria potestà, il divieto di discriminazioni sul lavoro, e l'autodeterminazione in materia di procreazione.

In primo luogo l'incontro si propone di approfondire ed estendere l'analisi già avviata in precedenti incontri realizzati dalle associazioni  aderenti al progetto Dialogo interreligioso interculturale, coinvolgendo  esponenti di religioni monoteiste-  cristiana, islamica ed ebraica -  per esaminare con spirito critico, e sulla base dell'assoluto rispetto reciproco, quali fenomeni emergano affrontando il tema delle libertà e dei diritti delle donne.  L'obiettivo è quello di considerare stili, usi e regole che, nelle diverse religioni, producono e legittimano l'ineguaglianza dei generi;  di porre in evidenza l'impronta  patriarcale e androcentrica che pervade le consuetudini che si sono  imposte. Esse sono le  radici di quella violenza che le donne subiscono in ambito familiare o sociale. Interessante  sarà poi considerare gli strumenti in grado di contrastarla.

Le religioni  sono  espressioni storiche e culturali di una fede che le trascende. Tali fedi sono, per le donne credenti,  una  risorsa inesauribile da  cui attingere per suffragare la propria ricerca di  libertà ed autonomia.   Il  furto compiuto -  che una cultura  religiosa  misogina mette in campo per difendere quel potere maschile  che è sia gesto di usurpazione, sia fonte di alienazione ai danni di donne e uomini - è quello che vorremmo trasformare!

In secondo luogo siamo altresì intenzionate ad ospitare nell'incontro espressioni di religiosità NON patriarcale, voci che fanno riemergere le tracce di società matriarcali, ovvero  universi  femminili che pongono le donne al centro, non solo come madri, ma come valore, guida, maestre di vita e di sapienza. Voci di antiche tradizioni spirituali ancora attive in alcuni paesi ispirate alla centralità della funzione creatrice femminile, che già dal Neolitico ha lasciato indelebili segni nella nostra storia e altre pratiche spirituali che a partire dagli anni 70 hanno recuperato il valore preminente se non esclusivo di figure femminili : esse  fanno riemergere un'altra visione e un contesto di non violenza interessante da comparare.
La riflessione sui temi in oggetto  intende, inoltre, soffermarsi sulle potenzialità e limiti dell'ordinamento giuridico in materia, prendendo in considerazione l'assetto definito dalla Costituzione italiana  e analizzando anche in prospettiva comparata e sovranazionale quale coordinamento possa avvenire fra regole legislative e regole di matrice religiosa per affrontare le molteplici questioni che sorgono in riferimento a possibili discriminazioni in ambito lavorativo e  alle questioni relative all'ambito familiare e personale in chiave di tutela della posizione delle donne e delle bambine."

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