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La paura in Occidente. Riflessione a partire dal saggio di Jean Delumeau :: La paura in Occidente. Storia della paura in età moderna

 
Padova 

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La paura in Occidente

 

Riflessione a partire dal saggio di Jean Delumeau La paura in Occidente. Storia della paura in età moderna

Giovedì 20 settembre 2018 | 18.00

Libreria delle donne

Via di Barbarigo, 91 - Padova

Paura della malattia, paura del diverso, paura dell’altro da sè, paura della morte, paura del femminile. Quali sono le paure della nostra contemporaneità e quali sono i meccanismi che vengono messi in atto ogni giorno per esorcizzarle? Lìbrati vi aspetta per una riflessione sul tema della paura e sulle diverse forme in cui si esprime nel nostro presente. A guidarci il saggio magistrale di Jean Delumeau, appena ristampato da Il Saggiatore, La paura in Occidente. Storia della paura in età moderna che indaga il concetto di paura tra i secoli XIV e XVIII. Partendo da questa maestosa ed avvicente analisi del passato riusciremo a comprendere l’origine e il processo di radicamento di alcune forme di paura che appaiono ancora oggi insuperate, e talvolta, insuperabili.

 Incontro a cura di Laura Capuzzo, libraria di Lìbrati

Paura degli spiriti dei morti. Paura delle tenebre. Paura delle tempeste. Paura delle bestie feroci. Paura del mistero femminile. Paura di sciagure, carestie, cataclismi, epidemie. Paura dell’ira di Dio, dell’apocalisse. E allora dagli all’untore. E allora avanti con la caccia alle streghe. L’uomo ha sempre avuto bisogno di individuare qualcuno da temere (e punire) per dominare l’angoscia ancestrale. La paura ha governato la storia umana nei secoli dei secoli. Jean Delumeau scrive la storia della paura in Europa tra xiv e xviii secolo: indaga le attrezzature mentali della società preindustriale e scova una nebulosa anonima, onnipresente e persistente che, in forme più o meno consapevoli, ha costituito il basso continuo, il nerbo dei modelli di comportamento – in breve, la radice di tutte le pratiche culturali dell’Occidente. Perché la paura è un dispositivo essenziale per sottrarsi ai pericoli e sfuggire provvisoriamente alla morte; ma protratta all’infinito e nell’indefinito diventa una minaccia per l’equilibrio psichico individuale e collettivo. Come controllarla? Frammentandola; fabbricando paure particolari; oggettivando l’angoscia. Passando da un sentimento viscerale ingovernabile a un nemico dotato di volto e nome. I detentori del potere della civiltà europea stesero così l’inventario dei mali che Satana era capace di provocare e la lista dei suoi agenti: musulmani, ebrei, eretici, donne, e soprattutto streghe, maghi, uomini neri. Fu tranquillizzante pensare la peste come un flagello mandato da Dio per punire l’umanità peccatrice. Fu la soluzione al trauma collettivo.

 La paura in Occidente è il saggio magistrale e perturbante con cui Jean Delumeau sonda questa corrente sotterranea della storia umana. Una ricerca che ricorre alla più ampia messe di fonti e si avvale degli strumenti che le più diverse discipline – dalla storiografia alla psicologia alla sociologia – hanno offerto a chi intenda verificare la genesi delle nostre mentalità, cultura, idee. Una lezione necessaria per comprendere l’immaginario contemporaneo.

 Jean Delumeau è uno storico e saggista francese, professore di Storia delle mentalità religiose nell’Occidente moderno al Collège de France e commendatore della Legion d’onore. Fra le sue opere, tradotte in svariate lingue, ricordiamo Quel che resta del paradiso (Mondadori, 2001), Il cattolicesimo dal xvi al xviii secolo (Mursia, 2004), Il peccato e la paura (il Mulino, 2006), Alla ricerca del paradiso (San Paolo, 2012) e La Riforma (Mursia, 2017).

 

 

 

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