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Se il soggetto è donna. Le scrittrici italiane e le loro personagge :: Paola Drigo e Giovanna Zangrandi

 
Padova 

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 Se il soggetto è donna. Le scrittrici italiane e le loro personagge

Paola Drigo e Giovanna Zangrandi
Seminario a cura di Saveria Chemotti

Giovedì 19 gennaio 2017 ore 18.00

Lìbrati
Via di Barbarigo, 91 - Padova

Proseguono gli incontri del seminario a cura di Saveria Chemotti sulle scrittrici italiane e le protagoniste dei loro romanzi. Durante questo incontro Saveria Chemotti ci guiderà alla scoperta di due grandi scrittrici la cui storia è intrecciata con il territorio veneto: Paola Drigo e Giovanna Zangrandi.

Paola Drigo, (1876 – 1938) originaria di Castelfranco Veneto, fu una voce importante e originale della narrativa italiana ed è riconosciuta dalla critica come la scrittrice d’area veneta più rilevante della prima metà del Novecento. Al centro dei suoi racconti (La fortuna, 1913; Codino, 1918; La signorina Anna, 1932; Fine d’anno, 1936) e del romanzo Maria Zef (1936), che prendono le mosse dalla narrativa provinciale e verista, specie del Fogazzaro e del Verga, sono figure di “vinti”, di umili e umiliati dal destino (di solito deboli donne), ritratte con oggettività di analisi psicologica e con gusto descrittivo dell’ambiente, del paesaggio, nei quali divengono sempre più operanti, col maturare della sua arte, le suggestioni di una memoria autobiografica intrisa di umorismo e lirismo.

Giovanna Zangrandi, (1910 – 1988) nasce nella provincia di Bologna, ed è stata una scrittrici e combattente partigiana. Conseguita la laurea in Chimica, nel 1937 si trasferisce a Cortina dove insegna scienze naturali in un liceo. Dopo l’armistizio del settembre ’43 entra in collegamento con le formazioni partigiane, impegnandosi in prima fila come staffetta nella brigata «Pietro Fortunato Calvi» della divisione Nannetti, con il nome di battaglia Anna. Nel 1951 esce la prima opera, “Leggende delle Dolomiti”, in cui sono contenuti materiali raccolti nel tempo, animati da un profondo amore per il Cadore, le sue tradizioni e per la cultura ladina. Nel 1952 la raccolta di racconti “Il cucciolo del vallone” è segnalata al Premio Deledda. Il 1954 segna il definitivo ingresso nel mondo letterario italiano: conseguito il Premio Deledda con il romanzo “I Brusaz”, l’autrice avvia il rapporto, durato dodici anni, con la casa editrice Mondadori. Collabora con giornali e riviste a diffusione nazionale. Nel 1963 pubblica le sue memorie partigiane, “I giorni veri”, uno dei capolavori della letteratura della Resistenza; nel 1966 la raccolta dei racconti “Anni con Attila”.

Per informazioni:
Tel. 049 87662339
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