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Rosaesagerata: parole, suoni, immagini di donna  
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Da Giovedi 6 Luglio 2006 
A Martedi 11 Luglio 2006 

Bologna. Rosaesagerata è il festival bolognese (Chiostro di Santa Cristina, piazzetta Giorgio Morandi 1) per raccontare storie, per illuminare prospettive, visioni, esistenze femminili, per suscitare pensieri, emozioni. Uno sguardo e insieme molti sguardi in un mondo attraversato da pulsioni, sogni, desideri, conflitti eterni ed estremi, “esagerato” nella sua bellezza ed unicità. Come petali di questa rosa esagerata, parole, suoni, immagini e corpi di donna, disegneranno un percorso, trascinandoci in un viaggio possibile, sotto la superficie, oltre le apparenze, al di la di ogni definizione.

Questo il programma:

6 Luglio ore 21.15, Sex Machine di e con Giuliana Musso, musiche in scena di Igi Meggiorin, regia di Massimo Somaglino, produzione Teatro Club Udine. Sex machine ci parla di sesso e potere. Un’attrice ed un musicista in scena danno voce ed anima a sei personaggi che, visti in sequenza, formano un quadro di contemporanea umanità multiforme e complicata. Sono quattro uomini e due donne: Dino, pensionato; Vittorio, agente di commercio; Monica, mamma di Cristian; Silvana, prostituta; Igor, ventenne addetto all’assemblaggio; Sandro, piccolo imprenditore. Hanno tutti in comune due cose: appartengono alla cultura del nord-est e trovano soddisfazione ai loro bisogni e ragione alle loro paure nel variegato e complesso mondo dei rapporti sessuali a pagamento.

7 Luglio 06 ore 21.15, Ballare di lavoro. Storia di migrazione con Veronica Cruciani e Silvia Gallerano, testi di Renata Ciaravino, musiche originali di Cristina Vetrone, regia di Veronica Cruciani, produzione Compagnia Veronica Cruciani. Una giovane donna evoca, attraverso i propri ricordi, la relazione con la madre. La figlia, nel presente, si appresta a preparare le cose che saranno utili durante il viaggio che la attende. La madre, indietro e lontano nel tempo, attraverso il suo vissuto, restituisce la storia di un popolo, di un paese nel periodo delle grandi migrazioni. Una tragedia narrata con leggerezza, come nella tradizione del racconto orale, in cui la leggenda si mescola a storie di vita vera, la fiaba diventa metafora e monito per le generazioni a venire. Storie di famiglie spezzate: figli emigrati per mantenere i genitori, genitori emigrati per far vivere meglio i figli. Storie che ci sembra di vedere oggi qui da noi.

10-11 Luglio 06, Le ore piccole, testi di Dorothy Parker, adattamento di Angelica Zanardi, con Angelica Zanardi, musiche eseguite dal vivo da Luigi Mosso, produzione Compagnia Crexida. Le sette di sera. Una donna aspetta da ore la telefonata di un uomo: si muove freneticamente da un capo all’altro della stanza, attraversata dai pensieri più assurdi e complicati. Costruito a partire dai racconti taglienti e ironici della scrittrice americana Dorothy Parker, Le ore piccole gioca con situazioni paradossali e insieme quotidiane, divertendosi a svelare, attraverso un personaggio un po’ naif, “agitato” da un incontenibile e caotico flusso di pensieri e parole, una femminilità inquieta, eclettica e imprevedibile.