| Una città desiderabile: continua la raccolta firme del gruppo Native / Migranti |
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| Inviato da Redazione | |
| martedì 29 marzo 2005 | |
Il gruppo di donne migranti e native, che si è aggregato a partire dall'Agenda politica "La città desiderabile" e agisce all'interno di Carovana, ha individuato nell'umiliante trafila per il permesso di soggiorno uno dei tratti emblematici e incivili di una città (Paese) poco accogliente.
Siamo un gruppo di donne che aderiscono al progetto "Carovana". Questo è il nome che si sono date le donne che hanno partecipato alla creazione dell'Agenda politica di Donne per Bologna, risultato di un lavoro di interviste e di incontri che ha coinvolto centinaia di donne italiane e straniere residenti a Bologna a partire dalla domanda: ”Se la tua voce di donna contasse come cambierebbe questa città?” L’Agenda richiama l’importanza di creare una città che si faccia carico di costruire situazioni e relazioni rispettose dei bisogni e della dignità di ciascuno. Non a caso si parla di città ospitale e inclusiva. Il gruppo ”Scambi Migranti/Native”, che si è costituito in seno alla “Carovana”, nell’assumere lo spirito e l’impostazione dell’Agenda si è allargato a un significativo ventaglio di donne di diversa nazionalità, che si confrontano per riflettere e assumere alcune iniziative politiche e culturali. Questa è una prima proposta che intendiamo portare avanti. Di fronte all’idea di una città inclusiva e ospitale ci siamo immediatamente poste il problema del disagio delle persone immigrate davanti alla Questura per le diverse pratiche burocratiche (in particolare il rinnovo del permesso di soggiorno), pratiche che sono vitali per “l’esistenza” nella nostra città. Si tratta di una situazione di vera inciviltà e ingiustizia, che lede la dignità, che crea drammi personali e familiari per i tempi e i modi delle procedure. Questo lo abbiamo considerato come fatto emblematico da cui partire. Pensiamo che l’indifferenza della città, di fronte a fatti così gravi e incivili, concorra a spiegare il profondo senso di isolamento e di solitudine patito soprattutto dalle donne straniere e che le partecipanti al gruppo hanno evidenziato con molta determinazione. Tale disagio denuncia infatti non solo una mancanza di ascolto da parte delle pubbliche istituzioni, ma anche indifferenza della città e dei cittadini. La città di Bologna non può permettersi il perdurare di una condizione che lede la dignità e i diritti di tanti cittadini: ore e ore di coda, giornate lavorative perse, incertezza totale sulla propria collocazione. Anche in questo quadro legislativo, che giudichiamo pessimo, abbiamo visto che in altri comuni, in altre province, dove si è prodotto uno sforzo di collaborazione tra la Questura e gli Enti locali, dove gli Enti locali si sono fatti promotori di una iniziativa forte, con risorse umane e tecnologiche, alcuni risultati ci sono stati. Ad esempio a Ravenna: “grazie ad uno staff eterogeneo ed efficiente, composto di poliziotti, ma anche di impiegati del comune, di dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, dipendenti dell’Amministrazione civile dell’Interno e di lavoratori interinali, la Questura di Ravenna avvalendosi di una struttura informatica eccellente riesce a consegnare qualcosa come 400 permessi di soggiorno alla settimana. Le richieste di rinnovo sono raccolte e registrate previa prenotazione negli uffici del Comune, dove avviene il controllo della documentazione presentata; l’iter prosegue poi in questura dove avviene il ritiro della documentazione". "I risultati sono positivi; l’elenco dei permessi pronti è aggiornato in tempo reale su Internet; ogni mattina circa 80 persone riescono ad avere un appuntamento per conoscere o definire la propria pratica. Una corsia preferenziale è prevista poi per gli stagionali, che riescono ad ottenere il primo nulla osta per l’immediato inserimento nel lavoro, in 48 ore; per i ricongiungimenti è stato creato un apposito sportello dedicato". "L’attivazione dello sportello unico in Questura permette sostanzialmente all’immigrato di completare, sul posto, l’iter procedurale della richiesta di permesso, iscrizione all’anagrafe e attribuzione del codice fiscale.” (Informazioni tratte dal sito del Ministero dell’interno) Molto significative sono anche le intese conseguite fra le Amministrazioni provinciali di Forlì-Cesena e Reggio Emilia e le rispettive Questure e Prefetture per la prenotazione decentrata dei servizi agli stranieri da parte della Questura e l’accelerazione delle procedure. Da notare come tutte queste esperienze siano sostenute dalla presenza di mediatrici/mediatori linguistico-culturali, figure oggi essenziali nell’organizzazione di tutti i servizi ai cittadini. Dunque è possibile nel quadro legislativo attuale migliorare la situazione. Ci facciamo promotrici quindi di una azione rivolta alla Questura e al Comune e alla Provincia di Bologna perché la situazione nella nostra città venga affrontata e risolta. Per questa azione intendiamo chiedere il sostegno e la mobilitazione di tutta la città: dell’associazionismo femminile, delle associazioni delle donne e uomini immigrati e di tutti coloro, dei gruppi e organizzazioni attivi sui temi dell’immigrazione, dei sindacati e dei datori di lavoro, dei Quartieri e di tutti/e i/le cittadini/e di Bologna. Chi, singola e/o associazione, volesse aderire all'iniziativa, può inviare una mail, segnalando nome e cognome a: redazione@women.it Hanno aderito:
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Siamo un gruppo di donne che aderiscono al progetto "Carovana". Questo è il nome che si sono date le donne che hanno partecipato alla creazione dell'