|
Dopo la bocciatura alla Camera, nell'ambito della legge elettorale, la ministra per le Pari Opportunità ha chiesto ed ottenuto che il Consiglio dei ministri varasse un ddl sulle quote rosa: è una vittoria od un semplice diversivo?
Giovanna Melandri (Ds) ha espresso il suo commento sull’approvazione del ddl sulle quote rosa,
ritenendola una “scelta di ripiego” che non dà garanzie di legge alle elezioni: “Apprezzo davvero lo sforzo e la tenacia di
Stefania Prestigiacomo nel portare avanti la sacrosanta battaglia per una maggiore presenza delle donne nella politica
italiana Il Governo, però non illuda nessuno – ha affermato. Aver abbandonato la strada della modifica della legge elettorale
attualmente in discussione al Senato ed aver scelto il veicolo di un separato Disegno di Legge Governativo è oggettivamente
una scelta di ripiego che non garantisce un'approvazione della norma entro la fine della legislatura. Ciò detto
ritengo che l'opposizione debba concorrere a cercare i canali più rapidi per la calendarizzazione ed approvazione del
provvedimento rendendosi disponibile ad un immediato confronto di merito. Confronto che, purtroppo, non è stato possibile con
gli emendamenti presentati in Senato ad una legge elettorale che è pessima sotto tanti profili, anche quello della
rappresentanza di genere. Deve essere chiaro allo stesso tempo quale continua ad essere il nostro principale punto di
dissenso rispetto al Ddl Prestigiacomo. Come già abbiamo visto per le elezioni europee la multa come sanzione per i partiti
inadempienti non va bene, non basta e non e' adeguata a modificare inveterati atteggiamenti ostili alle donne che sono
ampiamente diffusi in alcuni partiti. Per avere un senso – ha concluso Melandri -, la sanzione dell'inammissibilità non può
essere rimandata alle calende greche ma essere prevista già per le prossime elezioni”.
Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario, ha dichiarato: “E' una notizia che mi riempie di gioia e un
atto politico importante per il nostro sistema democratico, ma saremo realmente soddisfatte quanto l'iter parlamentare
sarà ultimato e il rispetto dell'art. 51 della nostra Costituzione, che sancisce 'condizioni elettive di uguaglianza fra
uomini e donne', finalmente garantito dalla legge”. Golfo ha detto di apprezzare il lavoro di Prestigiacomo e “come membro
della Commissione Pari Opportunità posso testimoniare, senza tema di smentita, la fermezza e la determinazione con cui il
Ministro si è battuto all'indomani della prima bocciatura delle quota rosa alla Camera. Oggi abbiamo messo un tassello
importante. E le dichiarazioni del presidente del Consiglio sono incoraggianti. Si stanno creando le premesse, dunque,
affinché la prossima competizione elettorale veda non solo una percentuale maggiore di donne in lista ma un numero
accettabile di donne elette. Fino ad allora – ha concluso Golfo - è necessario monitorare l'iter parlamentare e instaurare un
dialogo proficuo con i partiti e con i loro segretari affinché inseriscano nelle proprie liste candidate preparate e con
forte personalità, rappresentative delle capacità e dei contributi che il mondo femminile è in grado di offrire alla politica
e a tanti altri settori del nostro Paese”.
La senatrice dei Verdi Loredana De Petris ha dichiarato: “L'approvazione da parte del Cdm del ddl sulle quote rosa
rischia di essere una manovra diversiva per non modificare in questo senso la proposta di legge sul sistema
elettorale, oggi all'esame del Senato. Se il governo e la maggioranza vogliono davvero la percentuale di un terzo di
candidature femminili nelle liste per le politiche, votino gli emendamenti alla legge di riforma elettorale in arrivo
nell'aula del Senato. E' questa la via maestra per introdurre una norma di garanzia sulla rappresentanza femminile. Quali
garanzie ci sono – ha aggiunto - che il ddl approvato dal consiglio dei Ministri possa essere approvato in tempo dal
Parlamento? A giudicare dalle reazioni di alcuni membri del Cdm e dalle prese di pozione di molti esponenti della
maggioranza, a cui stiamo assistendo durante la discussione in commissione, temiamo poche. Infine, una nota negativa sulle
sanzioni previste nel ddl del governo: per l'elezione del 2006, ancora una volta, si prevede solo una sanzione pecuniaria
per le liste che non rispetteranno le quote. Se si crede veramente nell'articolo 51 della Costituzione – ha concluso De
Petris - che sancisce la parità uomo-donna, la pena può essere solo l'immediata inammissibilità delle liste e non solo dal
2011”.
La senatrice della Margherita Albertina Soliani, risponde direttamente all'appello fatto alle donne delle opposizioni
dalla Ministra per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo: "siamo noi che rivolgiamo l'appello al Ministro Prestigiacomo
perchè in Senato siano votati gli emendamenti alla legge elettorale sulle quote rosa. La Ministra arriva in ritardo, senza
raggiungere l'obiettivo poiché lei stessa sa - spiega Soliani - che la legge oggi approvata in Consiglio dei Ministri non
potrà andare in porto. Il primo e più antico testo sulle quote rosa è del centrosinistra: il Ddl Dato-Amato, rimasto
inabissato per anni nelle commissioni parlamentari per colpa della maggioranza e anche del ministro Prestigiacomo. Dispiace
che su un tema così importante la Ministra abbia evitato di usare gli strumenti già a disposizione in Parlamento. E adesso,
in questo passaggio finale della legge elettorale, non può fuggire davanti all'impegno di convincere la sua maggioranza ad
approvare in Senato gli emendamenti presentati dall'opposizione e che, comunque, la sua maggioranza ha già bocciato in
commissione. È l'unico modo per far sì che, già dalle prossime elezioni politiche, ci sia una giusta rappresentanza
femminile nelle liste e - conclude Soliani -, conseguentemente, nelle istituzioni. Con le leggi non si gioca. Tanto meno con
le donne".
"Il disegno di legge sulle quote rosa è insufficiente – è il giudizio di Wanda Montanelli, responsabile dell'Italia
dei valori per le pari opportunità, che ha anche invitato a non usare più questo termine. - La questione della presenza
femminile è una grave emergenza di democrazia che non sarà risolta dal disegno di legge del governo, che è – commenta
l'esponente dell'IDV - un trucco per fingere che si siano occupati del problema. La quota prevista è assolutamente
risibile e – prosegue Montanelli - la sanzione pecuniaria non fermerà chi intende penalizzare la rappresentanza femminile in
nome del proprio tornaconto. Piuttosto si sarebbe dovuto prevedere l'inammissibilità delle liste carenti di uno dei due sessi
in numero rilevante. Questa – conclude Montanelli - sarebbe stata una vera norma di garanzia. Poiché di norme di garanzia e
di democrazie si tratta. Smettiamola di chiamarle quote rosa".
BINDI (MARGHERITA): SULLE QUOTE ROSA IL GOVERNO NON E’ CREDIBILE.
E’ negativo il giudizio dell’associazione Anna Lindh, “rete delle giovani donne vicine ai Ds” sul ddl per le “quote
rosa” fatto approvare dalla ministra Prestigiacomo.
“Il suo - afferma in una nota l'associazione annunciando la sua volontà di mobilitazione – è un governo nemico delle donne
e del rinnovamento: è questa la verità e noi ci impegneremo a diffonderla a tutte le donne italiane. Se veramente il
governo Berlusconi avesse intenzione di garantire una presenza femminile maggiore di quella del Botswana, potrebbe cominciare
votando gli emendamenti sulle quote rose alla legge elettorale e cancellando il meccanismo dell'ammenda che permette di
comprare l'assenza delle donne. E' una vergogna - commentano le giovani diessine, aggiungendo poi di aspettare per sapere
“cosa sceglieranno i maschi della maggioranza: rinunciare alla poltrona o pagare una multa?”
Alla ministra Prestigiacomo, promotrice del disegno di legge, l'associazione chiede '”di non nascondersi dietro finte
vittorie”.
Annamaria Parente, responsabile del Coordinamento nazionale donne Cisl ha ribadito la necessità di andare alle
prossime elezioni con una regola elettorale per un riequilibrio della rappresentanza tra donne e uomini. Secondo il
Coordinamento “è un tema che riguarda non solo la politica, ma la società italiana. Anche all’interno della Cisl ci sono
poche donne nei gruppi dirigenti. All’ultimo Congresso Confederale abbiamo ottenuto la nullità delle liste in caso di non
rispetto delle quote. Ci aspettiamo un analogo impegno dei legislatori per regole elettorali effettivamente valide. Nei
prossimi giorni come sindacato continueremo a fare pressione presso il Senato perché la bocciatura delle quote rosa alla
Camera sia sanata. Deve essere una conquista trasversale di uomini e donne per il bene della democrazia italiana, al di là
degli schieramenti. Ci appelliamo sia al centro-destra che al centro-sinistra”.
Leggi anche:
Il testo integrale del ddl sulle quote rosa approvato dal Consiglio
dei Ministri
DeA. Al Parlamento e ai partiti: legge elettorale e
programmi non rimuovano la forza femminile
Bocciate le quote rosa: i poli si scusano, delusione ed amarezza fra le
donne |