Ilaria la precognitaria vive di relazioni campate in aria.
È elettrica come una pila per sette giorni di fila.
È fidanzata con Marco d’ Aosta quando di lunedì lavora alla posta.
Ha Luca di Tignale se di martedì lavora al giornale.
Michele di Lecco se mercoledì fa i turni all’Adeco.
Francesco ce l’ha nella sua città se di giovedì fa la schiava all’università.
Gianfranco poi a Casavatore quando di venerdì “dona” sangue al suo editore
E del sabato non ne parliamo perché Davide di Milano purtroppo le ha detto ti amo.
E di domenica giorno in cui pure il Signore si è riposato, ad Ilaria tocca invece fare il bucato…
precarietà
per carità
la precarietà
fate la carità
alla precarietà
pre-carietà
premesso che
promosso a
permesso???
carità
carro
carretta
ah
la precarietà
per carità
la precarietà
....
dialogo immaginario tra studiosi del lavoro e ilaria..
infatti Ilaria legge spesso ricerche o sondaggi sui nuovi media e lavoro..e questa frase l'ha colpita particolarmente:
"Artisti, musicisti , professori e scienziati hanno da sempre deciso i proprio orari,
vestito in modo comodo e informale e operato in ambiente stimolante.
Non si poteva costringerli a lavorare, eppure non smettevano mai veramente di farlo. "
prosegue lo studioso ottimista:
" Con l’ascesa della 'classe creativa', questo modo di essere attivi si sposta dai margini al centro dell’economia.
Se il nuovo ambiente di lavorio dei 'senza colletto' appare certamente più informale del vecchio, esso sostituisce anche i tradizionali sistemi gerarchici di supervisone con nuove forze di autogestione, con la pressione motivazionale intrinseche, che raggruppa sotto il termine di supervisione morbida. "
(...) Oltre a un dignitoso compenso per l’opera che svolgiamo e il bagaglio di conoscenze che portiamo con noi, vogliamo probabilmente la possibilità di imparare e di crescere professionalmente, di definire i contenuti del nostro lavoro, di gestire i nostri orari ed esprimere attraverso il lavoro la nostra personalità. (…) Sia al lavoro che nel tempo libero stipiamo ogni minuto di stimoli e di esperienze creative, e la nostra percezione temporale subisce una metamorfosi. I vecchi schemi che in passato circoscrivevano i momenti in cui compiere determinate azioni sono svaniti (…). Lavoriamo nel tempo libero e giochiamo quando saremmo tenuti a lavorare. Questo perché nessuno può accendere e spegnere la creatività, che è in se stessa una curiosa mescolanza di gioco e lavoro."(Florida 2002;35-66) ....
"In questo scenario ci si sforza di operare in modo indipendente e si è meno disposti a sopportare dirigenti incompetenti e capi arroganti. Barattiamo la sicurezza del lavoro con l’autonomia. (Florida 2002 ,34, 36-37).
ilaria del sapere del 11/11/2005 00:00
Ilaria la precognitaria vive nell'universo eterogeneo dei precari, un po' in sordina,...e' una giovane donna di cui forse non sapete molto, anche se sicuramente l'avete incontrata spesso.
webdesigner, traduttrice a tempo perso di siti internet, dottoranda, ricercatrice per i progetti europei, videomaker.etc..
in effetti Ilaria la precognitaria ne sa qualcosa di frammentazione della vita, perche' la sua e' una sfida perenne per conciliare esperienze nuove, uno stile di vita movimentato e di liberta', con le poche risorse e lo scarso riconoscimento che possiede economicamente e socialmente.
Ilaria guarda ad alcuni tipi di persone del passato, per vedere e valutare come siano riusciti a conciliare liberta' e lavoro ed inteso come affermazione professionale.....per inventarsi un futuro tra una precarieta' e l'altra..
preconsumi
Negli studi sulla moda e sui consumi pubblicati negli ultimi anni si intravede Ilaria come consumatrice;
In fondo Ilaria e le altre, non avendo una grossa disponibilità finanziaria, spesso di vestono con pezzi trovati al mercatino dell’usato o nei mercati in generale, quando non ribano dagli armadi di amiche, sorelle o mamme o partner.
"Eppure il loro avere scarso potere di spesa non le rende necessariamente ai margini della moda, esse possono entrare nella comunicazione e nella sperimentazione attraverso la creatività di comportamenti" (Bovone 1999).
"Si tratta per lo più di giovani che hanno un buon titolo di studio e frequentano mostre, vanno al cinema (magari nei giorni a tariffe ridotte), con altri amici creativi e /o cosiddetti “artistoidi”, piuttosto all’avanguardia, che ascoltano musica spesso di gruppi ai più sconosciuti. Insomma, massimizzano il profitto che possono trarre dal loro capitale culturale dal momento che spesso si trovano ad essere poveri di capitale economico. "(Lanzarini 2005)
eh si! Ilaria si riconosce, nello sforzo e nel piacere di cercare le forme e i colori che vede nelle vetrine, tra gli abiti di amiche o nelle scatole dell'anno prima. Nel guardare i giornali e riuscire a recuperare le scarpe anni settanta dalla zia che sono perfino piu' belle ancora di quelle viste su D donna o repubblica..
A volte Ilaria cerca di risparmiare andando ai negozi da 99 centesimi o compra il cibo confezionato dai discount, per poi devastare le sue finanze con la frutta e verdura biologica, o le gallette al farro in erboristeria.
..Per non parlare dei trasporti e dei viaggi, che diventano carissimi,dato che Ilaria non usufruisce degli sconti nozze, o della formula-bimbo viaggia gratis, e , non essendo piu' studente sotto i 26 anni.