03.02.04

VERA CHIRWA AD UN PASSO DALLA STORIA AFRICANA

La notizia dell’8 gennaio scorso è passata inosservata, invece potrebbe essere una data fondamentale per la storia del continente nero.
Vera Chirwa, 71 anni, storica attivista dei diritti umani, ha annunciato la sua candidatura per le prossime elezioni presidenziali del 18 maggio in Malawi.
Sarebbe la prima donna del continente africano alla guida di uno stato.

La signora Chirwa detiene già dei primati: nel 1967 è il primo avvocato donna nell’Africa dell’Est, Centrale e Meridionale nonché prima donna ad avere una cattedra all’Università di Lusaka nello Zambia.
Suo marito, Orton Chirwa, partecipò all’indipendenza del Malawi avvenuta nel 1964. In quegli anni Vera stava studiando legge in Inghilterra ed aveva comunque contribuito alla creazione della Lega di Donne in Malawi. Partecipò così alle celebrazioni dell’indipendenza insieme a suo marito ma i festeggiamenti durarono ben poco. Il Presidente, Dott. Hastings Banda individuò in Vera e Orton potenziali cospiratori contro il suo regime semplicemente perché volevano un Malawi più giusto, più libero,dove i diritti umani non venissero calpestati.
Vera riuscì a tornare in Inghilterra per ultimare gli studi mentre Orton fu costretto all’esilio in Zambia. Dalle lettere che riusciva ad inviare a sua moglie, traspariva tutta la preoccupazione per la sua incolumità. Decise così di rifugiarsi in Tanzania.
Una volta laureata, Vera raggiunse suo marito ed iniziò a lavorare come avvocato prima, ed insegnante universitaria dopo. Pur essendo in esilio, Vera ed Orton costituirono un movimento, il Malawi Libertà Movimento (Mafremo) per lottare contro le ingiustizie e l’abuso dei diritti umani nel paese.
Il Presidente Banda monitorava ,attraverso suoi infiltrati in Tanzania, l’attività dei Chirwa così una sera, durante uno spostamento lungo il confine Malawi-Zambia, furono arrestati e torturati.
Era la vigilia di Natale del 1981. Da quel momento e per otto anni Vera ed Orton non ebbero modo di vedersi né di avere notizie reciproche. Grazie alla mobilitazione di Amnesty International, la condanna a morte fu commutata a carcere a vita ma Orton morì ucciso in carcere all’età di 73 anni. Vera invece, dopo 12 anni di prigionia in condizioni proibitive, fu liberata con la grazia presidenziale nel 1993.

vera chirwa1.jpg (Vera Chirwa)

Da quel momento la Dott. Chirwa si è impegnata per i diritti umani infatti nel 1994 ha fondato il Malawi Carer. La sua prima battaglia è stata quella per il miglioramento delle condizioni carcerarie. Vera visita periodicamente le carceri del Malawi documentando le situazioni. Purtroppo le condizioni precarie del sistema penitenziario sono dovute alle scarse risorse finanziarie nonostante l’attuale Presidente Muluzi, abbia mostrato sensibilità nei confronti di questo tema.
La signora Chirwa vorrebbe riformare il sistema carcerario concentrandosi sulla rieducazione dei detenuti, sulla possibilità di insegnare loro una professione ed impartire istruzione.
Un altro impegno del Malawi Carer (Centro of Advise, Research and Education on Rights) è quello in favore delle donne vedove riguardante l’amministrazione delle proprietà immobiliari.
In Malawi una donna che perde il marito non ha diritto a subentrare nell’eredità a meno che quest’ultimo prima di morire non abbia sottoscritto un testamento. I familiari del marito deceduto riprendono possesso di tutte le proprietà in quando la donna stessa è proprietà del marito.
La costituzione del paese vieta questa pratica, tuttavia le leggi consuetudinarie, tramandate da secoli, sono ancora osservate. Il Malawi Carer si batte proprio affinché le donne prendano coscienza dei propri diritti e non siano costrette a tornare dalle loro famiglie spogliate di tutto.
E’ anche vero che intraprendere azioni legali è costoso e burocratico in un paese dove oltretutto la corruzione regna sovrana. Non esistono sanzioni esemplari per chi spoglia le vedove ed i figli del defunto ma la questione di fondo è la povertà dilagante.
Come afferma il premio nobel per l’economia, Amartya Sen, non esiste sviluppo economico senza libertà e leggendo l’ultimo rapporto di Amnesty International sul Malawi, i risultati non sono confortanti.
Violenti scontri e repressioni si sono registrati in tutto il paese a causa delle manifestazioni contro la proposta di modifica della legge costituzionale. Tale modifica avrebbe permesso la rielezione dell’attuale presidente.
La polizia detiene civili senza accuse né processi negando assistenza legale. Tre milioni di persone hanno rischiato la morte per fame a seguito di una grave carestia causata da inondazioni. Ma la notizia più inquietante è che il Malawi deteneva riserve alimentari per far fronte a queste emergenze. Nel 2001 però, il Fondo Monetario Internazionale ha “consigliato” al paese di vendere le riserve per pagare gli interessi sul debito!
Vera Chirwa, se verrà eletta, dovrà affrontare grosse problematiche ma avrà anche la possibilità di dimostrare come le donne in Africa possano essere protagoniste del cambiamento.

Federico Bastiani


Pubblicato da Federico il 03.02.04 13:26
Comments

ciao,

spero che Vera vincera e sara la prima donna Presidente in Malawi.

Perchè soltanto c'e un web site che parla delle donne? perchè i Mass Media non parlanno de le donne importante nel mondo??

Pubblicato da: nancy il 03.02.04 16:31

beh Nancy, purtroppo i mass media, almeno qua in Italia, non trattano questo tipo di notizie! se ci fai caso, programmi interessanti, li trovi la notte molto tardi. Il sabato sera su rai tre, verso l'una, c'è un programma dedicato ai progetto di aiuto di ONG nel mondo, molto interessante!! come mai questi programmi li mettono la notte e il grande fratello in prima serata?

Pubblicato da: Federico il 03.02.04 19:55

Il tuo articolo mi e piaciuto molto perche parli di una donna da me sconosciuta ma che non ha mai perso l'obbiettivo della sua vita, pur tutte le difficolta e la prigionia...Vedere il suo paese libero dalla fame e dalla ingiustizia!
Il Fondo Monetario fa schifo....ma come si puo lottare contro?
Aspetto il tuo prossimo articolo con ansia!

Pubblicato da: Cecilia il 06.02.04 04:58

hai ragione Cecilia!

Pubblicato da: Francesca il 10.02.04 17:04