Il 16 dicembre 2008 rimarrà a lungo impresso nella mia memoria.
E’ stato il giorno in cui Ingrid Betancourt è venuta in visita nella mia città, Bologna. Ricordo ancora quando nel 2002 appresi la notizia del suo rapimento da parte delle Farc.
Era una giovane donna, senatrice, che aspirava alla presidenza della Colombia. Sarebbe stato un vero segnale di cambiamento se Ingrid avesse vinto quelle elezioni, una donna da sempre impegnata contro le ingiustizie, il narcotraffico, i diritti umani, per la giustizia e pace sociale alla guida di un paese sudamericano.
Purtroppo Ingrid non ha avuto modo di concludere quella campagna elettorale perché il 23 febbraio del 2002 venne rapita dalle Farc. Era un ostaggio d’eccezione per il gruppo guerrigliero colombiano, una merce di scambio utile per raggiungere i loro obiettivi ovvero la liberazione dei guerriglieri detenuti nelle carceri colombiane.
In realtà il governo colombiano non ha mai avuto intenzione di negoziare uno scambio e per questo Ingrid è rimasta detenuta per sei lunghi anni nella giungla.
Mi ricordo di aver letto il suo libro “forse mi uccideranno domani”, un libro profetico!! Da allora ho cercato di fare qualcosa per la liberazione di Ingrid e degli oltre tremila ostaggi, il numero preciso non lo sappiamo perché molte persone non denunciano nemmeno più i rapimenti.
Mi rendevo conto che l’unico modo per salvare Ingrid Betancourt era mantenere alta la pressione internazionale sulla sua vicenda in modo tale che le Farc non potessero sentirsi liberi di decidere sulla vista di Ingrid. Ed infatti è andata proprio così.
Come ha raccontato Ingrid stessa durante il suo viaggio in Italia, lei ha tentato di scappare per ben cinque volte. Le sue tentate fughe erano molto rischiose, Ingrid sapeva che se fosse stata ripresa dalle Farc sarebbe stata giustiziata a morte come molti suoi compagni. Eppure nonostante le sue tentate fughe, la signora Betancourt è rimasta in vita proprio perché le Farc sapevano che Ingrid non era una detenuta qualunque.
Mi ricordo che trovare spazi sui giornali per tenere viva l’attenzione sul suo caso non era facile perché notizie non arrivavano dalla giungla. Allora iniziai a contattare vari sindaci di città italiane per chiedere che ad Ingrid Betancourt fosse riconosciuta la cittadinanza onoraria. Era un modo per far parlare del problema degli ostaggi colombiani, un modo per ottenere visibilità da parte dei media. Molti sindaci non rispondevano al mio appello, altri lo hanno fatto ed oggi sono oltre 1200 le città al mondo che hanno conferito la cittadinanza onoraria ad Ingrid Betancourt.
Il 16 dicembre Ingrid è venuta proprio a Bologna per ritirare la sua cittadinanza e per ringraziare il comitato Con Ingrid Betancourt (www.coningridbetancourt.org) del quale faccio parte.
Per l’occasione abbiamo organizzato un evento artistico culturale per accogliere la neo cittadina bolognese. Hanno partecipato artisti del calibro di Luca Barbarossa, Marina Rei, Francesco Baccini, il giornalista Guido Piccoli, il presidente di Amnesty International Paolo Pobbiati, l’attrice Margaret Collina ed il gruppo bolognese I Bugs. Questo gruppo ha eseguito davanti ad Ingrid una canzone scritta proprio sulle parole di Ingrid Betancourt (dalla “lettera dall’inferno”) “words from hell”. L’esecuzione della canzone è stata seguita da “think of the world”, una canzone dedicata a tutti gli ostaggi colombiani. (www.thebugs.it). La conduzione della serata è stata affidata alla mia amica Rosaria Renna di RDS, una persona dal cuore d’oro e sensibile a queste tematiche che ci ha aiutato fin dall’inizio della costituzione del nostro comitato. Una bellissima festa tenuta in un’ambientazione molto suggestiva quale l’Aula Magna Santa Lucia luogo di celebrazioni solenni. L’Aula era gremita, Ingrid tremendamente commossa e noi felici, felici di aver avuto la possibilità di riabbracciare Ingrid Betancourt e consapevoli dell’enorme lavoro che ancora rimane da svolgere per liberare tutti gli altri ostaggi colombiani. Ma adesso non siamo soli, Ingrid Betancourt ha da poco costituito la Fondazione Ingrid Betancourt che cercherà proprio di risolvere questo problema e come ho già detto ad Ingrid, noi del comitato ci impegneremo al suo fianco insieme a tutte le personalità che ci stanno supportando. Solo per citarne alcune, Miguel Bosè, Gianluca Grignani, Zubin Mehta, Tosca D’Aquino, Ornella Muti, Carmen Consoli, Fabrizio Moro, Alessandro Bergonzoni, Loretta Napoleoni, Angelo Branduardi, Joumana Haddad, Stephanie Klein, Pamela Villoresi, Garry Kasparov, Randa Ghazy, Mariangela Melato, George Meegan e molti professori delle più importanti e prestigiose università del mondo. A tutti loro voglio esprimere la mia gratitudine per averci aiutato.
Federico Bastiani
a questo indirizzo è possibile vedere una parte della giornata
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Docs&file=redazione_bologna&func=five