
Irene Grandi proprio in questi giorni sta terminando il tour teatrale per portare in giro il suo ultimo lavoro, il greatest hits della sua carriera con due inediti e due cover. L’incontro nella libreria Feltrinelli di Bologna.
Irene Grandi, soprannominata Irek, è nata a Firenze il 6 dicembre del 1969, genuina e simpatica come la si vede in tv, conosciuta di persona trasmette la stessa impressione. Fra il pubblico che partecipa all’incontro gente di tutte le età, anche non fans, infatti la prima domanda è “ma sei toscana?”.
Irene nonostante il successo è rimasta con i piedi per terra, frequenta palazzetti dello sport, stadi, teatri o librerie come in questo caso, per presentare il suo ultimo lavoro, il greatest hits della sua carriera.
Irene ha attraversato vari generi musicali e collaborato con artisti del panorama nazionale come Jovanotti, Ramazzotti, Pino Daniele, Vasco Rossi.
Dopo la maturità liceale nella Firenze di fine anni ’80, Irene, assieme a diverse band composte da sole donne (tra cui I Goppions), ha iniziato a cantare nei locali di mezza Toscana insieme all’amica di sempre, Simona Bencini (futura vocalist dei Dirotta su Cuba) fino a quando nel 1992 inizia a percorrere la carriera da solista e poi nel 1993 il successo debuttando a San Remo giovani con “un motivo maledetto”.
In questi giorni Irene Grandi sta terminando il tour teatrale che l’ha portata in giro per l’Italia.

(Irene Grandi si esibisce nella libreria Feltrinelli di Bologna)
Come mai la scelta, anche per te come hanno fatto già molti altri artisti, di lasciare i palazzetti dello sport per approdare ai teatri?
Perché il teatro mi permette di fare cose diverse, le canzoni vengono portate alla loro essenzialità inoltre ho introdotto un quartetto d’archi che crea più emotività alle mie canzoni, sono molto soddisfatta di questa sperimentazione.
Il disco contiene due inediti, Bruci la Città e La Finestra, canzoni non scritte direttamente da te..
Esattamente. Ero all’Isola d’Elba e Francesca Pellegrini, mia manager e amica mi portò- tre inediti scritti da Francesco Bianconi dei Baustelle. Bruci la città mi piacque subito per il testo un po’ noir, la sentivo mia e così ho deciso di riarrangiarla un po’ nella versione originale era troppo stile anni ’80. Invece La Finestra è stata scritta da Paolo Grasso, un costruttore di chitarre ssenzialmente ma anche un ottimo artista.
Mentre le cover quali sono?
“Come tu mi vuoi” scritta da Canfora e interpretata da Mina negli anni ’60, mi piacque molto l’interpretazione di Mina per un programma televisivo e così ho deciso di inserirla. E poi “estate”, un classico di Bruno Valentino che piaceva moltissimo al mio produttore.
Sei un’artista che ama le sperimentazioni, sei stata una delle poche artiste italiane ad aver realizzato un video interamente su Second Life, come mai questa scelta?
Eravamo impegnati nella registrazione del disco ed avevamo scelto un luogo sperduto dove l’unico elemento di comunicazione era il computer e così mi sono imbattuta nella realtà virtuale di Second Life. Abbiamo deciso di realizzare il video di Bruci la Città su Second Life, facendo un vero casting virtuale, cioè gli utenti di Second Life che avevano un bell’avatar potevano fare le comparse nel video, davvero divertentissimo!
Secondo te internet non danneggia la musica?
Al contrario, secondo me la sta aiutando. Adesso i prezzi dei cd stanno diminuendo notevolmente, il mio ad esempio costa dieci euro!!
Dunque credi molto nella rete?
La rete crea nuove opportunità e bisognerà saperle sfruttare al meglio. Una mia canzone ad esempio, “tre stelle”, è uscita solo on line.
Hai duettato con molti artisti italiani però mai con Giorgia..
In realtà la collaborazione con Giorgia doveva esserci per un programma televisivo che si chiamava Night Express, poi all’ultimo momento Giorgia ebbe un problema e non se ne fece di niente..però mai dire mai..
E duettare con artisti stranieri che va così tanto di moda ultimamente?
Ripeto..mai dire mai…
Federico Bastiani