14.07.03

INGRID BETANCOURT: UNA DONNA PER CAMBIARE LA COLOMBIA

La Colombia vive oggi una situazione politico-sociale molto difficile. La guerra civile fra i guerriglieri del Farc o dell’Eln e i paramilitari, rende il paese latino-americano una delle realtà sociali dove sono più alte le violazioni dei diritti umani, come ha denunciato anche il recente rapporto di Amnesty International. Più di 300 persone “scomparse”, 4000 civili uccisi , più di 1700 persone sequestrate. E tra queste persone anche Ingrid Betancourt.

Nata da padre francese, che ha ricoperto la carica di Ministro dell’Educazione della Colombia negli anni ‘60, e da madre colombiana nota per essere stata eletta Miss Colombia ma soprattutto per l’impegno nel sociale aiutando gli orfani di Bogotà, Ingrid è cresciuta fra la Francia e la Colombia. Laureata in Scienze Politiche a Parigi, nel 1990 decide di trasferirsi definitivamente nel paese della madre con un solo obiettivo: cambiare la Colombia, lottare contro la corruzione e il narcotraffico e dare ai suoi connazionali un paese più vivibile.
Grazia alla sua notorietà, Ingrid riesce a ottenere incarichi presso il Ministero della Finanze ma si trova ben presto a lottare contro forze più potenti di lei. Così nel 1994 decide di candidarsi alle elezioni come deputata. La sua campagna elettorale desta subito scalpore soprattutto a causa del simbolo da lei scelto: un preservativo, allegoria della lotta alla corruzione. Grazie anche al potente impatto di questa immagine la Betancourt riesce a farsi eleggere come parlamentare, e nel 1998 si candida al Senato sperando di aumentare, così, la sua influenza e il suo – ancora molto piccolo – potere di cambiare le cose.
In Parlamento prima, in Senato dopo, Ingrid si trova a combattere contro personaggi corrotti e tutti i suoi tentativi di smascherare i complotti politici vengono vanificati. La sua vita è in pericolo. Subisce minacce e sfugge indenne ad un agguato. Per questo motivo è costretta a separarsi dai suoi due figli, Melanie e Lorenzo che attualmente studiano a Santo Domingo.
Per rendere pubblica la sua lotta in tutto il mondo, Ingrid decide di pubblicare un libro “Forse mi uccideranno domani” (pubblicato in Italia dalla casa editrice Sonzogno) tradotto in francese, inglese, italiano e perfino in giapponese. La sua lotta diviene così conosciuta in tutto il mondo.
La Betancourt non si sente comunque soddisfatta e decide di puntare alla carica massima, e presenta la sua candidatura alle Presidenziali del maggio 2002 arrivando a costituire un proprio partito dal nome propiziatorio: Ossigeno Verde.
In questa campagna elettorale Ingrid mette tutto il suo entusiasmo, vuole davvero rendere la Colombia un paese vivibile e lo dimostra recandosi a San Viciente, 600 km a sud di Bogotà, territorio occupato dal FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia), gruppo armato che dal 1966 combatte contro il governo colombiano per arrivare al potere. Una guerra civile che ha fatto molte vittime e che soprattutto ha reso impossibile la vita delle persone che devono sopravvivere in quei territori.
Nonostante l’ex Presidente Pastrana abbia sconsigliato a Ingrid di compiere un simile viaggio e le ha negato la scorta, lei ha sentito come un obbligo morale essere presente tra quelle persone in difficoltà.
Purtroppo questa sua scelta le è costata cara perché il 23 febbraio 2002 Ingrid Betancourt è stata rapita dal Farc insieme a Clara Rojas, amica fraterna nonché direttrice della sua campagna elettorale.
Le elezioni presidenziali si sono svolte regolarmente nel maggio di quest’anno con la vittoria del liberale Uribe. Ingrid ha ottenuto soltanto l’1% dei consensi, ma lei aveva sempre saputo che sarebbe stato difficile. La politica colombiana è clientelare da sempre, e non è un segreto che molte campagne presidenziali si siano basate sulla compravendita di voti. Del resto per un povero “campesino” è più facile credere ai pesos a lui offerti in cambio di un voto piuttosto che alle parole di speranza di Ingrid, soprattutto ora che il Farc la tiene prigioniera…

Federico Bastiani


ingrid_03_98_APMazalan.jpg
Ingrid Betancourt

ANCORA SU INGRID...
Il 23 febbraio 2002 Ingrid Betancourt ha subito un agguato nei pressi di San Viciente mentre era in viaggio sulla sua auto insieme a Clara Rojas, un fotografo di una rivista francese, Alain Keler, un consigliere di Ingrid e un cameraman colombiano.
Solamente Ingrid e Clara sono rimaste nelle mani del Farc, gli altri sono stati liberati per comunicare la notizia del rapimento.
Con questa mossa il Farc vorrebbe utilizzare Ingrid come merce di scambio per ottenere la liberazione di 200 guerriglieri del Farc detenuti nelle carceri colombiane.
Il governo di Uribe ha già dichiarato di non voler scendere a compromessi con il Farc. La situazione è delicata.
Il governo dell’ex Presidente Pastrana nel 1998 aveva concesso un territorio al Farc per facilitare i negoziati di pace. In realtà questo territorio è stato usato soprattutto per i traffici illeciti di droga e armi, secondo alcuni con l’avallo del Presidente.
Comunque il 20 febbraio di quest’anno si sono interrotti i colloqui di pace fra il governo e il Farc a seguito di alcuni attentati e soprattutto in nome di una lotta al terrorismo, che dopo l’11 settembre, tutto il mondo sta portando avanti. Dopo 3 giorni dall’interruzione dei colloqui di pace, Ingrid Betancourt è stata rapita.
Le ultime immagini di Ingrid risalgono al 24 luglio scorso quando è apparsa in un video registrato. Indossava una tuta mimetica ed era visibilmente provata. Nel suo discorso (molto probabilmente scritto dai guerriglieri) Ingrid condanna l’interruzione dei colloqui di pace. L’appello non è stato raccolto: i primi di ottobre sono iniziati i bombardamenti sulla zona controllata dal Farc e si è sparsa la voce delle morte di Ingrid, notizia che non ha poi trovato conferme. Viene da chiedersi come mai il Farc, che pur con metodi diversi, lotta per gli stessi motivi di Ingrid, ovvero contro la corruzione e per una riforma agraria equa, abbia deciso di rapirla.
Il Farc ha dato un anno di tempo al governo per rilasciare i prigionieri e riprendere i colloqui di pace, ma la situazione si prospetta difficile.

Non sembra infatti che il governo di Uribe sia così impaziente nel rivedere Ingrid libera. Del resto è pur sempre una donna che ha criticato e condannato l’attuale classe politica al potere.
Cosa si può fare dunque?
Juan Carlos Lecompte, noto pubblicitario colombiano nonché marito di Ingrid, afferma che il modo migliore di aiutare sua moglie sia quello di contribuire a far conoscere la sua causa nel mondo. Per questo sono molte le iniziative on line per sostenerla:

http://www.4ingrid.com/ è un sito dove è possibile scambiare opinioni con persone di tutto il mondo. All'interno è possibile trovare un forum piuttosto ricco e links molto interessanti

Su 66.227.61.143/Ingrid è possibile sottoscrivere l’appello on line. Sono presenti anche molte notizie riguardanti la biografia e il pensiero politico della Betancourt.

http://www.global.greens.org.au/colombia.html è il sito del partito Oxigeno Verde fondato da Ingrid Betancourt

http://www.ingridbetancourt.com/ è il sito ufficiale di Ingrid.

Ingrid Betancourt, che ha appena 40 anni, potrebbe rappresentare veramente un cambiamento radicale con il passato. Ma per farlo deve tornare libera. E noi possiamo fare qualcosa.

Federico Bastiani




Pubblicato da Federico il 10:33 | Comments (2)

INGRID BETANCOURT: A WOMEN TO CHANGE COLUMBIA

Columbia today exudes a very difficult political-social situation. The civil war between the guerrillas of Farc, the Eln and the paramilitaries, makes the latin-american country one of the social realities where the violations of human rights are higher, as the recent report of Amnesty International has already denounced.

Columbia today exudes a very difficult political-social situation. The civil war between the guerrillas of Farc, the Eln and the paramilitaries, makes the latin-american country one of the social realities where the violations of human rights are higher, as the recent report of Amnesty International has already denounced.
More than 300 people have "disappeared", 4000 civilians have been murdered, and more than 3000 people are kidnapped each year.
Among these people is the ex-presidential candidate, Ingrid Betancourt.
Ingrid's father was in office as Minister of the Education of Columbia during the 1960s, her mother (once known to have been elected Miss Colombia, but more often remembered for her engagement in social activities, helping the orphans of Bogotà.) was also elected to the Colombia Senate. Ingrid grew up between Colombia and France, where her father was embassador of Colombia to UNESCO in Paris.
She took a political science degree in Paris, then in 1990 Ingrid decided to move indefinitely to her mother’s country with only one goal: to change Colombia, to fight against corruption and narcotraffic and to provide her fellow-countrymen a place where living could be easier.
Thanks to her fame, Ingrid was able to obtain encharges after the Ministry of Finance but she had to fight against forces more powerful than her. She then realized how hard this struggle to reclaim Colombia would be.
In 1994 Ingrid presented herself to the elections as a Member of parliament.
Her electoral campaign emitted controversy right away, mostly because of the symbol of the fight against corruption.
Thanks to the powerful impact of this image, Betancourt managed to be elected as a member of parliament and in she presented herself to the Senate hoping to increase her influence and her power, although minute, to change things.
During the first phases of her position in Parliament (and later in the Senate,) Ingrid was faced with corrupt politicians. She strived hard to fight this and unmask a slew of political conspiracies, but the effort was rendered useless. Through her active campaigning and fighting to end corruption and narcotraffic, her life became endangered. Threats were made not only against Ingrid but also her two children, Melanie and Lorenzo, who now rest safe with their father, Ingrid’s ex-husband.
In 2000, Ingrid published a book "Until Death Do Us Part" which has been translated many languages including English, French, Italian, and even into Japanese, in order to voice her concerns and endeavors to the public.
Her fight then becomes known throughout the world.
Ingrid’s goals do not stop there. She decided to try and make a bigger impact by deciding to run for President of Colombia for the 2002 elections. She creates her own party to voice her ideas, Green Oxygen.
During this electoral campaign, Ingrid showed all her desire to make Colombia a prosperous country. To demonstrate such loyalty to her cause, she travelled to S.Vicente, 600 km south of Bogotà, a territory occupied by FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Columbia,) an armed group that since 1996 is fighting against the government of Columbia to reign out the power.
It has been a civil war with many victims and that, most of all, made impossible the life of the people that have to survive in those territories.
In spite of the fact that the former President Pastrana discouraged Ingrid to make this trip and refused to give her an escort, she felt a moral duty being present among those people in difficulty.
Unfortunately this decision cost her dearly. On 23th of February 2002 Ingrid Betancourt was kidnapped by FARC, along with Clara Rojas, her best friend and director of her electoral campaign.
The Presidential elections went on as usual this year with the victory of the liberal Uribe.
Ingrid (although being kidnapped...) obtained 1% of the approvals, but she had always known that it would have been difficult.
Politics in Columbia have always been based on corruption, and it is no secret that many presidential campaigns were based on buying and selling votes.
Besides, for a poor campesino it is easier to believe to the pesos offered to him for a vote more than the words of hope by Ingrid, most of all now that FARC keeps her as a prisoner.

Federico Bastiani
ingrid_03_98_APMazalan.jpg
Ingrid Betancourt

Pubblicato da Federico il 09:40 | Comments (2)