
Nell'ambito del Progetto Europeo "Scuola di Politica Hannah Arendt: presenza femminile nella sfera pubblica" viene realizzato uno studio di caso sulla sanità che è stato co-finanziato dalle Commissioni per le Pari Opportunità tra Uomo e Donna della Regione Marche, delle Provincie di Ancona, Ascoli Piceno e Macerata.
L'obiettivo generale del Progetto "Hannah Arendt" è di favorire la presenza femminile nella sfera pubblica, documentando, sperimentando e divulgando a livello locale, italiano ed europeo "buone pratiche" di donne volte a dare inizio a nuove forme di autorità femminile e a nuove forme di azione pubblica di donne e uomini nella politica.
L'obiettivo specifico della parte
relativa alla sanità è di favorire la presenza femminile nei processi decisionali della sanità pubblica nella misura in cui le donne sono portatrici di conoscenze, di un metodo di lavoro e di uno stile di leadership che possono contribuire a una maggiore efficacia delle prestazioni sanitarie. In considerazione di questa maggiore efficacia si giustifica un secondo obiettivo del Progetto: favorire la diffusione di tali metodi di lavoro e di leadership. L'affermazione che le donne in sanità possono portare un contributo innovativo che ne può migliorare l'efficacia si basa sull'analisi della letteratura rilevante e sui risultati di una importante ricerca Europea condotta dalla "Prospecta" tra il 1995 e il 1997 con la collaborazione del Network europeo "Donne e Processi Decisionali" e dalle "buone pratiche" o "pratiche efficaci" documentate per il progetto "Hannah Arendt"
La Conferenza Europea "Sanità: quando le donne fanno differenza" che qui presentiamo offrirà un'importante occasione per discutere degli spostamenti di prospettiva che le donne imprimono in questo settore. Essa offrirà, inoltre, l'occasione per costituire una rete europea di donne con ruoli decisionali nella sanità e per una dichiarazione di intenti, da parte delle/dei partecipanti volta a diffondere un modo di operare che promuove la salute.
La Conferenza ha per oggetto il contributo innovativo delle donne nel processo decisionale della sanità, nel dare risposta ai bisogni emergenti, dare voce ai pazienti, prestare attenzione alle differenze di genere nella ricerca scientifica e nella cura.
Dopo i saluti, non formali, delle rappresentanti degli Enti finanziatori, la Conferenza verrà aperta da una breve relazione di Raffaella Lamberti, presidente dell'Associazione di Donne "Orlando" di Bologna e coordinatrice del progetto Europeo "Scuola di politica Hannah Arendt: presenza femminile nella sfera pubblica"; i termini richiamati nel titolo della sua relazione si trovano in "Democrazia senza leadership e doppia sovranità. A proposito di Pechino", in Femminismi, Centro Documentazione delle Donne, Bologna, maggio 1996; ivi, a pagina 5, si legge: "... dire democrazia senza leadership evoca ... l'assenza di capi che riassumano in sé le ragioni dei singoli e la direzione del futuro; la centralità della parola, il primato della discussione, la libertà nella scelta dei temi; una gestione non autoritaria dell'autorità e la disponibilità a condividere le competenze e le decisioni".
La seconda relazione introduttiva sarà svolta da Paola Vinay, della "Prospecta", che coordina la parte del progetto Europeo relativa alla sanità; si tratta di riassumere brevemente quanto emerso nel lavoro di documentazione delle "buone pratiche" agite dalle donne nella sanità, sottolineandone gli spostamenti di prospettiva verso uno stile di direzione che persegue la collegialità, valorizza le diverse professionalità, presta attenzione allo specifico femminile, ha la capacità di ascoltare l'altro/l'altra e di prestare attenzione alla persona malata come persona nella sua interezza.
La conferenza si articola in quattro sessioni a ciascuna delle quali è dedicata mezza giornata di lavoro. Ogni sessione sarà aperta da due-tre relazioni introduttive e da 4-5 interventi preordinati. Ampio spazio sarà riservato al dibattito e alle esperienze di donne che agiscono "buone pratiche".
Il tema della prima sessione: "Decidere insieme: consenso e pari dignità dei saperi", riguarda il processo decisionale e gli spostamenti di prospettiva in direzione della collegialità, del consenso, della valorizzazione delle diverse professioni e differenti 'saperi' di cui molte donne dirigenti sono portatrici. Un altro spostamento di prospettiva portato avanti dalle donne è l'integrazione tra sociale e sanitario; ciò comporta l'intervento di più soggetti istituzionali e non, la costruzione di connessioni tra diverse istituzioni e servizi per programmare insieme prestazioni sanitarie e sociali volte alla promozione della salute e alla prevenzione della malattia. Per questo motivo in questa prima sessione di lavoro c'è la presenza di donne che operano nei servizi sanitari e di donne che operano nelle istituzioni politiche.
Giovanna Vicarelli, associata di sociologia presso l'Università di Ancona, farà una relazione introduttiva di tipo storico-sociologico relativa alla affermazione del potere medico specialistico e alle diverse scelte professionali degli uomini e delle donne, sottolineando anche alcuni recenti mutamenti di prospettiva dovuti all'ingresso delle donne ai vertici della sanità.
La relazione introduttiva di Margherita De Gaetano, responsabile dell'Area Materno-Infantile, Donne e Minori della ASL Napoli 1, sarà soprattutto centrata sull'importanza del lavoro in rete e della costruzione di connessioni tra diverse istituzioni al fine di una efficace programmazione di servizi di prevenzione; la De Gaetano ha saputo mettere in rete diversi servizi per dare una risposta pronta ai bisogni emergenti della donna, del bambino violato, dell'adolescente.
Gli interventi previsti per questa sessione riguardano diverse articolazioni del tema generale: Julia Lyford, del Women's Decision Making Network della città di Derby (UK) descriverà il lavoro di connessione del Network con l'istituzione sanitaria locale. Tiziana Bentivoglio, Direttore Generale dell'Ospedale Cardiologico "Lancisi" di Ancona (l'unica donna nella Regione Marche che ricopre la carica di Direttore Generale) può dare un contributo al dibattito per quanto attiene all'importanza della collegialità nelle decisioni. Maria Grazia Camilletti, Assessora ai Servizi Sociali del Comune di Ancona, affronterà il tema dell'integrazione socio-sanitaria e della necessaria connessione tra diverse istituzioni. Patrizia Caporossi porterà la voce della Scuola di Donne - Seminari Magistrali "Joice Lussu" di Ancona.
Il tema della seconda sessione: "La donna porta al centro la voce delle persona malata" fa riferimento a un approccio olistico, volto a curare la persona nel suo insieme, tenendo in conto gli aspetti psicologici e la realtà di vita; affronterà il tema della capacità di ascoltare la persona malata, dare voce ai suoi bisogni, prestare attenzione alle differenze di genere e alle differenze culturali.
Su questo tema, nell'introduzione al Quaderno di Via Dogana curato da Ipazia "Due per sapere, due per guarire", si legge: "Noi pensiamo che la relazione terapeutica sia uno snodo essenziale in cui si incontrano la ricerca scientifica e la clinica, e si gioca la possibilità per la medicina di essere veramente una scienza perché entrano in campo due competenze, quella di chi cura e quella di chi chiede di essere curato…. (rispetto al) rischio segnalato da quanti lamentano l'eccesso di scientificità della medicina moderna, cogliendo così un limite reale di questa disciplina … noi pensiamo, però, che non si tratti di eccesso, ma di un difetto di scientificità, perché non ci fermiamo all'idea riduttiva di scienza che ha corso in questa discussione, ma vogliamo affermarne una più ampia, che sappia dare accesso alla ricchezza di sapere che ogni caso individuale porta con sé, senza abbandonare il rigore proprio della conoscenza scientifica".
La prima relazione introduttiva su come dare voce alle donne sarà svolta dalla sociologa Kari Bjerke Karlsen, docente della Foundation of Higher Education di Kjeller (Norvegia) e studiosa di temi quali "Donne e Salute" e "Genere e Salute". La seconda relazione di Laura Corradi, docente di sociologia della medicina all'Università di Messina affronterà il tema del cancro nelle donne emarginate visto attraverso l'azione del movimento delle donne americane. Interverrà, poi, Laura Balbo, Ministro Pari Opportunità del Governo Italiano ed esperta della Organizzazione Mondiale della Sanità.
I cinque interventi previsti riguardano altrettanti aspetti diversi e complementari del "dare voce alla persona malata". Sofia Di Tizio affronterà il tema della centralità dell'utente nella cura e nell'organizzazione dell'emergenza. L'oncologa Giuseppina Catalano, che ha messo in piedi l'Unità Operativa Oncologia Medica nell'Azienda Ospedaliera di Pesaro, darà un valido contributo con riferimento alla persona malata di cancro. L'intervento della psicologa della ASL Napoli 1 Vittoria Sardelli riguarda una particolare metodologia di lavoro per dare ascolto alla donna con disagio mentale. La psichiatra Isabella Tomassetti del Dipartimento di Salute Mentale della ASL 7 di Ancona parlerà del "Progetto Donna" volto a dare risposta al disagio psichico femminile con particolare attenzione al disagio legato a problematiche di abuso e violenza. Il quinto intervento della sociologa Marisa Carnevali riguarda il ruolo che può avere l'Ufficio Relazioni con il Pubblico di un Ospedale per dare ascolto ai problemi dei degenti, umanizzare il rapporto con la persona malata e il percorso della morte.
La terza sessione "La conoscenza di sé e l'energia femminile" affronta un tema di attualità che ha coinvolto il movimento delle donne in molti paesi: l'eccessiva medicalizzazione del corpo femminile e il recupero della fisiologia nel parto. In proposito Barbara Duden, storica delle donne dell'Università di Brema e autrice del libro "Il corpo della donna come luogo pubblico" ha osservato (pagina 8): "In questo libro vorrei analizzare le condizioni in cui, nel corso di una generazione, nuove tecniche e forme di espressione hanno completamente mutato il modo di concepire e di vivere la gravidanza. Nel giro di pochi anni, infatti, il bambino è diventato un feto, la donna incinta un sistema uterino d'approvvigionamento, il nascituro una vita e la 'vita' un valore cattolico-laico, quindi onnicomprensivo. Con stupore e sgomento ho seguito questo ribaltamento della 'gravidanza' nella società."
La prima relazione viene demandata alla sociologa Franca Pizzini, dell'Università di Milano, che da parecchi anni si occupa di parto, menopausa e medicalizzazione del corpo femminile. Con la seconda relazione Lea den Broeder riferirà i risultati di una ricerca da lei svolta in Olanda sui motivi per cui le donne in cinta e le ostetriche preferiscono il parto in casa o in ospedale. L'ostetrica Verena Schmid della "Scuola Elementale di Arte Ostetrica" di Firenze parlerà della nascita come processo di 'empowerment', degli strumenti per attivare l'energia femminile e della nuova professionalità dell'ostetrica.
Il primo dei quattro interventi previsti per questa sessione riguarda l'azione culturale e di stimolo al legislatore del "Forum Cittadino delle Donne" di Ancona per restituire nel momento nascita autonomia alla donna; ne riferirà la presidente Gabriella Guidi. Con il secondo intervento Vera Lasch riferirà quanto emerso dal Progetto Europeo EWHNET in merito all'azione del movimento delle donne su questo tema con riferimento ai paesi partner. La psicologa Maria Cristina Alessandrelli riferirà sul progetto di miglioramento "Percorso al Parto" avviato dall'Azienda Ospedaliera Materno- Infantile "Salesi" di Ancona. L'intervento di Giovanna Bodrato riguarda la capacità di dare ascolto alle donne immigrate e tenere in conto le differenze culturali.
Nell'ultima sessione si affronta un tema nuovo e assai importante: "L'attenzione alla differenza di genere nella ricerca scientifica e nella cura". Con la sua relazione introduttiva Leonore C. Nicolaï, docente della Netherlands School of Public Health e ricercatrice del Netherlands Institute for Social-sexuology Research, porterà il contributo della sua decennale esperienza nella promozione di una pratica medica attenta alla specificità di genere.
Una importante relazione sarà svolta poi da Elvira Reale, una dirigente psicologa di Napoli che da anni porta all'attenzione del mondo della ricerca e della sanità italiana l'importanza di tenere in conto la differenza di genere in questo campo. Elvira Reale ha avviato, con altre scienziate, un progetto che evidenzia il mutamento di prospettiva apportato dalle donne quando fanno ricerca nella sanità. I primi interventi di questa sessione saranno svolti da donne che fanno parte di tale progetto: la cardiologa del Policlinico di Modena Maria Grazia Modena interverrà sulla sottovalutazione del rischio cardiovascolare nella donna; l'intervento della psichiatra della ASL 3 di Genova Giuseppina Boidi farà riferimento alla questione della differenza di genere in psichiatria; la gastroenterologa del Policlinico di Roma Nadia Pallotta parlerà di violenza sessuale e disturbi gastroenterologici. Un contributo al dibattito verrà dato, poi, anche dall'infermiera professionale in Staff alla direzione Generale della ASL 8 Anna Rita Toto che si occupa di prevenzione e sicurezza sul luogo di lavoro e dell'importanza dei percorsi al femminile in questo campo.
Le Conclusioni a più voci dovranno tenere conto di tutti i contributi offerti nel corso dei lavori e saranno svolte da: Fernanda Minuz dell'Associazione Orlando; Eleonora Sabatini vice-presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Marche e da Vittoria Tola del Ministero Pari Opportunità. E' stata invitata ad intervenire anche Rosy Bindi Ministro della Sanità del Governo Italiano. Al termine una Dichiarazione d'Intenti dovrebbe essere letta ed approvata dall'assemblea con un impegno da parte delle/dei partecipanti a costituire una rete internazionale e da parte delle autorità a promuovere la diffusione delle modalità di azione delle donne a tutto il sistema sanitario per una sanità migliore e più efficace.