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A proposito di buone pratiche

Perché un archivio delle buone pratiche?

labirintobianco.gif (122 byte)Il nostro progetto comprende una fase di censimento delle buone pratiche volte a dare inizio a nuove forme di autorità femminile e a nuove forme di azione pubblica nella politica. In questa raccolta e catalogazione è previsto uno studio di caso, costituito dal settore della sanità pubblica. L'indagine si svolgerà dapprima in Italia e nei paesi partner per arrivare, nell’arco di tre anni, a tracciare un panorama in tutti i paesi europei. Per quale ragione abbiamo avviato questa "impresa"?

labirintobianco.gif (122 byte)In primo luogo abbiamo ritenuto utile contribuire all’informazione e allo scambio di esperienze su ciò che le donne fanno nei vari paesi per accrescere i livelli di potere femminile. Una conoscenza non certo "accademica", ma con il preciso scopo di creare legami e relazioni tra donne che si muovono su obiettivi simili nelle diverse realtà. Una messa in rete che dovrebbe contribuire a rafforzare le donne nelle loro azioni e accrescere il loro stesso potere.

labirintobianco.gif (122 byte)La seconda ragione, ma non certo in ordine di importanza, che ci ha spinto su questa strada è il bisogno che abbiamo sentito di riflettere sul significato e contenuti di quelle che in termini generali si definiscono buone pratiche. Troppo spesso, forse, si è fatto riferimento ad elementi quantitativi, misurabili, trascurando gli elementi qualitativi, certo più sfumati, del problema. Il nostro lavoro si propone invece di censire le buone pratiche a partire da una concezione essenzialmente qualitativa delle stesse. Infatti abbiamo rivolto l’attenzione a quelle azioni efficaci, valide, socialmente giuste, capaci di incidere nei processi decisionali, sul piano qualitativo o quantitativo, direttamente o indirettamente.

Che cosa intende dunque per buone pratiche?

labirintobianco.gif (122 byte)Una buona pratica tiene conto delle differenze, in primo luogo la differenza di genere, e mira all'uguaglianza e alla giustizia sociale. A partire da ciò è in grado di produrre cambiamenti - anche se limitati e parziali - nei comportamenti e nelle relazioni nella sfera pubblica (ad esempio nei modi di esercitare la leadership). E' una buona pratica quella che vuole costruire un noi (plurale, relazionale, a rete...) che sia soggetto dell'agire politico e allo stesso tempo non annulli, anzi valorizzi, le differenti identità individuali o di gruppo. E' una buona pratica quella che sa dare impulso e valore a nuove forme di autorità e autorevolezza femminile che diventano con ciò visibili e trovano riconsoscimento nella sfera pubblica. Insomma una buona pratica è quella che tende a costruire connessioni.

Quali buone pratiche?

labirintobianco.gif (122 byte)L’attenzione rivolta a pratiche femminili in cui anche gli uomini possono essere attori a diversi livelli. Si può trattare di pratiche messe in atto fuori e dentro le istituzioni, ma anche attuate in una collocazione intermedia partecipante fra il dentro e il fuori, formalizzate e non. Prendiamo in considerazione l’area generale della politica, intesa essenzialmente come sostanziale attuazione dei diritti di cittadinanza e all'interno di questa c'è un approfondimento specifico nel campo sanitario e socio-sanitario, che può essere relativo alla dimensione istituzionale e/o associativa.  

Maria Grazia Ruggerini

Per informazioni, o se volete segnalare delle buone pratiche da inserire nell'Archivio e nel Data-base informatico, potete contattare
Fernanda Minuz, coordinatrice del progetto "Scuola di Politica Hannah Arendt"
Paola Vinay, responsabile delle attività di progetto nel settore della Sanità Pubblica


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Per informazioni rivolgersi a:
Fernanda Minuz, coordinatrice del progetto
Associazione di donne Orlando - Bologna
via Galliera 8 - tel. 051-233863 fax 051-26346O


Progetto - Marzia Vaccari
Ideazione grafica e Html - Piera Morselli