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"pensiero"

Prima promessa di recupero
"Accettiamo noi stessi completamente, pur volendo cambiare parte di noi. E' presente in noi un fondamentale amore e rispetto di noi stessi, che nutriamo con cura e deliberatamente diffondiamo."

Questa promessa si divide principalmente in tre parti fondamentali: accettare e amare noi stessi per quello che siamo, cambiare quello che possiamo (parti di noi) e terzo diffondere l'amore di noi stessi a chi ci sta attorno. Una delle parti forse più difficili è la prima: accettare noi stessi. Accettarsi, amarsi e rispettarsi, anche se sono parole bellissime non sono sempre tutte nel nostro vocabolario. Ci hanno sempre detto di amare, accettare e rispettare gli altri e mai noi stessi. Condannare e giudicare se stessi, farsi del male e odiarsi sono le azioni preferite da tutti. Anche chi sembra amare se stesso tanto da essere egoista, in realtà, commette comunque, almeno, una delle azioni sovraelencate. Non è facile guardarsi dentro e ammettere di non amarsi, è come sbattere la testa contro un muro. Noi ci aspettiamo sempre dagli altri le azioni che dovremmo fare noi, nei nostri confronti. Invece di domandarci: perchè non siamo amati, perché gli altri non ci rispettano, perché non ci accettano? perchè non rivolgiamo a noi queste domande? Siamo noi i primi carnefici di noi stessi. Lottare contro di noi non fa altro che aumentare la nostra infelicità. Abbiamo, è vero, molti difetti, ma anche molti pregi, e sta a noi riconoscerli. Confrontarci con altri, credendoci inferiori o superiori, non fa che aumentare la nostra solitudine interiore. Amarci non significa essere egoisti, ma bensì significa accorgerci che non siamo soli, che siamo degni d'essere felici; vuol dire vedere i nostri difetti ed accetarli, non farsi del male deliberatamente, realizzare i propi sogni, riuscire a vivere pienamente la propia vita da protagonisti. Quando ci aspettiamo che siano gli altri a farci felici, è come se vivessimo i una infinita pausa: nessuno può darci l'amore che desideriamo, se non noi stessi.
Il secondo punto sembra in contraddizione con il primo, ma in realtà è complementare. Accettare noi stessi, compresi i nostri difetti non vuol dire che non possiamo fare nulla per cambiare parti di noi stessi che ci fanno star male. "cambiare parte di noi...", significa riuscire a cambiare le reazioni che ci fanno star male. Colpevolizzarsi troppo, essere dipendenti da qualcuno o qualcosa, farci del male fisicamente, non sopportarci, essere irresponsabili, o addossarci troppe responsabilità ecc. sono tutti comportamenti che non ci fanno vivere pienamente la nostra vita. Riuscire a cambiare atteggiamento vuol dire riuscire, facendo un passo alla volta, migliorare il rapporto con noi stessi. Certo cambiare, quello che posso, è difficile, ed è per questo che non bisogna cercare di fare tutto in una volta e da soli. Cercare aiuto, e mettere delle azioni concrete, anche se piccole, quotidianamente, contribuiscono a realizzare il nostro cambiamento in forma stabile e soddisfacente per noi. I salti mortali sono cose solo per i circensi, noi possiamo raggiungere la felicità accettando le nostre capacità e sfruttandole nella maniera giusta senza fretta.
L'ultima parte della promessa "diffondere l'amore per noi stessi agli altri", è la parte più naturale. Quando ci sia ama, e si riesce a cambiare positivamente la propia vita, amare gli altri è più facile, senza contare che ci sta attorno vede quello che proiettiamo di noi, all'esterno. É mai capitato di notare che quando si è felici, quello che ci capita è bello, e che la gente è più gentile e simpatica con noi?

L'amore per noi è come una luce che non illumina solo dentro noi ma anche e soprattutto fuori, che si diffonde a macchia d'olio. Noi siamo i fautori della nostra felicità e possiamo stillarla anche a chi ci sta attorno. Essere felice è una responsabilità non solo verso se stessi ma anche verso gli altri.

Progetto interamente realizzato da Roberta Miti