primo seminario: il coraggio di cambiare
- PRIMA
PARTE
- Prima d’iniziare con l’argomento del seminario,
voglio precisare che si fa riferimento a testi che riguardano
altri tipi di dipendenza prima tra tutte l’alcolismo, in
quanto gli alcolisti anonimi sono stati i primi a far nascere
gruppi di auto aiuto, e la bibliografia
loro tratta in modo vasto i differenti sintomi comuni a tutti
i tipi di dipendenza.
Il primo argomento è “Il Coraggio di Cambiare”, in quanto bisogna considerare che per poter risolvere qualsiasi tipo di problema, di carattere personale, si deve cambiare.
Una delle domande che potrebbe nascere, è: “Non sono io ad essere sbagliato/a, perchè devo cambiare? È colpa degli altri se ho questi problemi” oppure affermare “sono sbagliata/o, io non ci posso fare niente, se sono fatto in questo modo”. Niente di più errato! Per poter affrontare un problema qualsiasi, bisogna pensare che l’unica variabile che posso cambiare sono io.
Io non posso cambiare gli altri, o l’ambiente ma posso cambiare me stesso. Su questo punto è meglio chiarire che, molti problemi che abbiamo, li creiamo proprio noi (pag.361 “ il Coraggio di cambiare”). Questo non vuol dire che siamo noi il problema; ma come ci poniamo, i nostri comportamenti ci , le nostre difficoltà, sono tutte cose che noi vogliamo e che cerchiamo. Con questo non voglio dire che tutto quello che succede di negativo è colpa nostra. Se una persona non sa cavarsela da sola non è colpa nostra (vedi pag. 101 “il Coraggio di cambiare”). Se qualcuno ci maltratta non è "solo" colpa nostra (vedi pag. 299 “il Coraggio di cambiare”). Se il mondo cade non è colpa nostra! Ma noi siamo responsabili delle nostre scelte. Allora perché non incominciamo a volere qualcosa di differente mettendo comportamenti ed azioni tali da ottenere la nostra felicità?
Comincio da me, cambiando me stessa/o posso cambiare il mondo.
Come già menzionato “anche un viaggio di mille miglia comincia dal primo passo”, perciò basta veramente poco per poter cambiare la direzione della nostra vita.
Il cambiamento, in ogni caso, non prevede la soluzione dei nostri problemi come noi vorremmo.
Tante volte accade che le persone che ci circondano, conoscendo il nostro vecchio io, non riescano ad accettare di buon grado il nostro nuovo io. Questo avviene perché innescati dei meccanismi, sono poi difficili da disinnescare.
Persone abituate a comandarci oppure a dipendere da noi, abituate ad essere vittime o carnefici, loro cercheranno sempre di ritornare all’origine, ma per il bene nostro bisogna cercare di distaccarci da questi comportamenti, sapendo che non sono problemi nostri ma loro, e noi non possiamo fare niente per risolverli. Non bisogna farsi coinvolgere, e talvolta è necessario anche un allontamento fisico per riuscire a resistere, ma è per il nostro bene (vedi pag. 12 “il Coraggio di cambiare”). Ognuno di noi è responsabile di se stesso, solo se lo decidiamo possiamo cambiare la nostra vita, gli altri devono decidere per loro stessi (vedi Pag.203 “il Coraggio di cambiare”).
Si parla di coraggio (vedi pagg. 207-24 “il Coraggio di cambiare”) perché è questo quello che ci vuole per iniziare a cambiare e per continuare su questa strada. Noi lo sappiamo che meritiamo d’essere felici, o almeno lo speriamo. Sappiamo che non possiamo a continuare a vivere questo tipo di vita, ma non siamo mai riusciti a cambiare rotta della nostra vita. In realtà forse non sapevamo che fare per cambiare, ora con un passo alla volta, giorno per giorno (vedi pag.3-19 “il Coraggio di cambiare”), con il confronto reciproco, possiamo capire cosa fare, e riuscire a migliorare la nostra vita.
Tante volte però quello che ci spaventa non è la reazione degli altri al nostro cambiamento, ma siamo noi stessi. Abbiamo paura che cambiando possiamo distaccarci da chi ci ama o ancor peggio di fargli del male (pag.221 “ il Coraggio di cambiare”); oppure che ci possa travolgere il nulla, infatti non sappiamo cosa possa succederci se cambiamo (pag.221 “ il Coraggio di cambiare”). Ma perché non tentare? tanto se siamo arrivati al punto di non sopportare più una situazione, il cambiamento porterà ad una svolta, che comunque ci farà riflettere su quello che veramente vogliamo.
Infine, cambiare vuol dire: cercare di fare le scelte migliori per noi, questo si chiama "egoismo positivo", che diventano, poi, anche scelte positive per gli altri.
Non bisogna (necessariamente) cambiare città, o marito/moglie, o casa per dare una svolta positiva alla nostra vita, basta amarsi di più; ascoltare le nostre esigenze, sapere di meritare d'essere felici, e amare gli altri per quello che sono, non sentendosi in colpa delle loro scelte e comportamenti sbagliati.
- Prima d’iniziare con l’argomento del seminario,
voglio precisare che si fa riferimento a testi che riguardano
altri tipi di dipendenza prima tra tutte l’alcolismo, in
quanto gli alcolisti anonimi sono stati i primi a far nascere
gruppi di auto aiuto, e la bibliografia
loro tratta in modo vasto i differenti sintomi comuni a tutti
i tipi di dipendenza.
- SECONDA
PARTE
- Elaborazione del passato
(Vedere da pag. 217 a pag. 241 di "La principessa che credeva nelle favole")
Per cambiare, ed amarci completamente, bisogna conoscere, approfondire ed elaborare la vita passata, questo perché è il passato che non ci fa amare completamente noi stessi.
Quando i nostri ricordi ci impediscono di vivere pienamente la nostra esistenza e di apprezzare tutte le nostre caratteristiche, allora è giusto affrontarli, conoscendoli in tutte le loro sfaccettature.
Purtroppo il risultato di maltrattamenti (fisici, psicologici, sessuali) passati hanno contribuito alla nostra disistima, a non crederci meritevoli d'amore, soprattutto da parte di noi stessi: perché amarci quando chi amiamo di più ci ha fatto/ fa del male? È un po’ come se dessimo ragione inconsciamente a chi ci fa del male. A livello conscio noi sappiamo che i maltrattamenti da parte degli altri non sono giusti (ed infatti non lo sono), ma inconsciamente, noi per primi diamo ragione ai nostri "carnefici", non amandoci (facendoci del male sia psicologico che fisico), e non accettandoci per quello che siamo.
La violenza, purtroppo, può essere un'ottima scuola. Quando riusciamo ad elaborare i nostri ricordi, dolori e rabbie, cresciamo immensamente.
Il passato non può essere cambiato, ma possiamo cambiare il presente e il futuro, attraverso l'elaborazione del dolore ed il suo superamento. Se siamo come siamo, è anche grazie al dolore che abbiamo affrontato e combattuto. Noi siamo perfetti come siamo. Meritiamo il meglio che la vita ci possa dare, e per primi noi dobbiamo darci tutto, soprattutto l'amore.
Un'altra cosa importante, che và di pari passo con l'elaborazione del passato è il perdono.
È importante riuscire a perdonare chi ci ha fatto del male, per poter perdonare noi stessi (pagg. 75, 178, 289 de "Il coraggio di cambiare" ). Quante volte ci siamo accusati, maltrattati perché le persone che desideravamo non ci amavano? Sembra un controsenso ma è così. Pianti continui, disperazione, punizioni fisiche e psicologiche (tentare suicidi, mangiare fino a scoppiare, non voler vedere più nessuno, non voler più amare ecc.), sono tutti atti di violenza contro noi stessi, che per primi pensiamo di non meritare quello che desideriamo: Amore.
Per perdonare noi stessi allora si deve riuscire a perdonare chi ci fa del male, e questo lo si può fare solo capendo il loro punto di vista.
Non è colpa nostra se chi amiamo è: egoista, insensibile, violento, un inetto ecc. e forse non neanche è colpa sua, bisognerebbe conoscere il suo passato. Tante volte queste persone sono così per come sono cresciuti. Questo non vuol dire né compatirli né giudicarli, ma solo comprendere che anche loro sono come noi: esseri umani.
- Elaborazione del passato
Progetto interamente realizzato da Roberta Miti