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Milano 26 Febbraio '99

workshop su identita' e corpo

Il workshop su "il corpo negli studi di genere" del 26 febbraio, che purtroppo è stato un po’ compresso nei tempi, perciò ha coinvolto 4 o 5 interventi, tutti corredati da materiale video autoprodotto nei laboratori delle Università o a casa quando non è stato possibile accedere a laboratori istituzionali.

- la cornice generale è data dal tema nuove generazioni e rappresentazioni del corpo.

Di fatto, è emerso anche uno stile comunicativo molto nuovo, multimediale, soprattutto di sperimentazione e di "copia e incolla" di immagini provenienti da un bagaglio di cultura popolare, nei film, nei video musicali, nelle produzioni musicali indipendenti.

Questo fatttore credo sia determinante perché identifica in senso generazionale il gruppo di studiose. sullo sfondo resta la questione: se anche donne di altre generazioni possiedano questo bagaglio, o, se sarebbero altrettanto affascinate da alcune immagini ricorrenti nei video delle partecipanti, (Elisa Cutullè dell'Istituto Universitario orientale, Ilaria Sborgi e Roberta Pisanzio, del gruppo le cassandre, Università di Firenze, Francesca Balbo, Università di Milano, Laura Fantone, Università di Bologna).

Emerge un nuovo modo di "vedere", di posizionarsi come spettatrici con un corpo, consce della lettura opposizionale dei prodotti di cultura popolare., ma anche consapevoli del legame tra la nostra identità di genere e le nuove esperienze di trans-gender, del non-gender e del rapporto corpo-macchina (per esempio i riferimenti immancabili a film come Akira e Tetsuo I e II). Ricorrono riferimenti ironici al corpo e allo splatter, alla cultura orientale come tecnologicamente avanzata (interessante punto da indagare).

Un altro punto fondamentale ricorrente è il legame tra corpo e metropoli, (soprattutto ricorrente nei lavori dell'Isitituto Universitario Orientale)progettare l'identità di genere è in certo qual modo simile allo svilupparsi della vita urbana post moderna, in cui la struttura architettonica della città riflette le varietà e la molteplicità eppure costruisce un qualcosa di unico come la città, e analogamente, l'identità corporea di una donna, che vive in questi spazi contraddittori reali e metaforici.

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