"chi ha voglia/paura dei Women's Studies?"
in: Il foglio del paese delle donne Anno XI, n.31, 25 ottobre 1998
"Non ho ancora trovato la mia piscina"
A Ferrara l'8 Ottobre si è svolto presso la Facoltà di Lettere e Filosofia l'incontro progetto/laboratorio MURST dal tema "CHI HA VOGLIA/PAURA DI WOMEN'S STUDIES". L'incontro che si è svolto nell'arco dell'intera giornata ha visto l'alternarsi di esperienze e proposte da parte di studentesse e di giovani laureate dei propri contributi attraverso materiali scelti e disposti. Particolarmente interessante sono risultate in questo ambito una guida sulla navigazione di genere, che ha tentato di proporre una visita guidata attraverso i siti delle donne, focalizzando in particolare modo su quelli italiani, un'intervista alla sociologa Renate Siebert e al presentazione di una tesi di laurea che si occupava di molestie sessuali.
Renate Siebert ha parlato di genere e generazioni, partendo dal dato di fatto che spesso si danno per scontato i problemi generazionali che infatti esistono e persistono. Punto di partenza per questo tipo di analisi risulta essere la riflessione sulle differenze culturali, che essendo prive di un luogo di differenza di genere non possono fornire l'opportunità di un punto di incontro della soggettività femminile. Ma quale è la dimensione di questa soggettività? Non è altro che una diversa attitudine al mondo, intrisa di spontaneità ed autoriflessività, condita con la giusta dose di metodo autobiografico, ma badando bene non oggettivare in maniera soggettiva le esperienze.
Roberta Felletti, giovane laureanda dell'Università di Ferrara, ha invece dimostrato quanto diffuso e poco cambiato sia il problema delle molestie sessuali. Che cosa si intende in realtà per molestie sessuali? Secondo il Codice di Condotta della Comunità Europea si tratta di "Ogni comportamento indesiderato a connotazione sessuale o qualsiasi altro tipo di comportamento basato sul sesso che offenda la dignità degli uomini e delle donne nel mondo del lavoro, ivi inclusi atteggiamenti di tipo fisico, verbale e non verbale" . La Felletti cerca di ricollegarsi a questo enunciato partendo con il tracciare le linee sottili di confine che passano tra la violenza, la discriminazione e la molestia e passando poi al tentativo di rintracciarne le cause: comportamento patologico, attrazione sessuale o diseguaglianza di potere? Visto che gli autori sono soprattutto uomini e le vittime soprattutto donne, che i luoghi delle molestie potrebbero essere pressoché ovunque si deve badare bene a non rischiare di passare dalla parte del torto: visto che infatti la molestia avviene da parte dei colleghi, dei capi, dei clienti dipende sempre da una certa superiorità gerarchica che si vuole mantenere salda, usando la vitalità dell'istinto sessuale. Che tipi di provvedimenti ci sono? Sembra assurdo dirlo, ma esistono solo procedimenti civili e non penali. Forse non c'è il motivo di considerarlo una grave piaga? Leggendo i seguenti dati non si direbbe: negli Stati Uniti viene molestato il 42% delle donne che lavorano, in Italia il 50% delle donne, nel Belgio il 34% delle donne francofone ed il 30% di quello fiammingo, in Spagna l'84% delle donne, in Olanda il 54%, in Irlanda il 28%, in Inghilterra il 51% ed in Germania il 39% delle segretarie. Un'altra volta solo numeri? No, le giovani donne non ci credono e vogliono denunciare, questa come tante altre realtà di discriminazione, in modo da poterle affrontare insieme.
Un incontro dunque proficuo e che spera in un prosieguo nei prossimi incontri di Milano e di Cosenza, in cui dovrebbe aver già preso piede il nuovo Network di giovani donne europee che vuole scoprire il rapporti del femminismo con le giovani donne del nostro tempo.
Elisa Cutulle'